7 ottobre 2012 – presentazione del programma 2012-2013

Ci ritroviamo, noi del gruppo Emmanuele, oggi 7 ottobre 2012 e il nostro rivederci porta con sé quel piacevole e sottile fervore che fa del primo appuntamento, un incontro speciale per la carica di aspettative di cui è foriero. E la prima novità che balza agli occhi è la più “alta” che poteva capitare perché è una persona. Ha deciso di affiancarci per fare un tratto di strada con noi ed è una giovane lei dai tratti delicati e intelligenti e con motivazioni lucide e decisamente interessanti; chissà che nel corso dell’anno il gruppo si arricchisca di altre nuove presenze.

Questo è l’incontro di presentazione del programma su cui è strutturato il cammino di quest’anno ma prima si lascia spazio alle doverose presentazioni di ciascuno; è un momento che manifesta un’atmosfera buona, giustamente leggera e umanamente calda al tempo stesso, nella libertà di dire di sé ciò che ci si sente in quel momento.

L’esposizione del percorso per l’anno 2012-2013 si svolge in un clima di partecipazione viva e sentita perché, con grande abilità e accortezza, si è riusciti a tener conto di tutte le proposte ed esigenze lanciate a inizio estate dai membri del gruppo. La discussione che ne segue ci porta a valorizzare il programma, allargandosi poi ad altri argomenti che spontaneamente si incastrano in un susseguirsi produttivo di considerazioni, idee, approfondimenti e proposte specifiche. Tra le altre cose, si conviene sull’importanza di confermarsi un gruppo aperto e favorevole a farsi coinvolgere dalle iniziative dei gruppi omosessuali credenti in Italia, secondo le nostre forze e disponibilità.

Questo, per l’Emmanuele, è un anno speciale perché il quindicesimo dalla sua nascita. “Essere continuamente nuovi” è il titolo che ne sintetizza il percorso e che ci porterà, alla fine dell’anno, a produrre un nuovo atto di nascita che avrà le sue radici nel passato, arricchito dei frutti maturati in quindici anni di attività e proiettato ad un futuro sempre gravido di speranza. A rinforzare e sostenere i nostri intenti, sarà anche il riscoprire il tesoro che ha portato con sé il Concilio Ecumenico Vaticano II, di cui ricorre quest’anno il 50° dalla sua apertura e che fungerà da riferimento per ridefinire il nostro esserci nella Chiesa con il carisma specifico del gruppo.

E non essendoci buona azione senza il sostegno di una buona contemplazione, concludiamo l’incontro nel presbiterio della chiesa parrocchiale che ci ospita, dove le nostre voci si intonano nella recita dei Vespri della Domenica, a suggello di un primo incontro nel quale Dio è davvero l’Emmanuele.

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