9 giugno: BOLOGNA PRIDE 2012

da BolognaPride.it

Perché il Gay Pride?
Si celebra ogni anno in ricordo della ribellione del 28 giugno 1969 della comunità Lgbt che ruotava attorno ad un piccolo bar di Manhattan, lo Stonewall Inn, contro l’ennesimo episodio di soprusi e prepotenze da parte delle polizia cittadina. L’inconsueta rivolta di strada innescò un dibattito pubblico sui diritti delle persone omosessuali e la comunità gay e lesbica di diverse città americane ne trasse nuova consapevolezza e spirito d’iniziativa. L’episodio è considerato l’inizio del movimento di liberazione gay contemporaneo e viene ricordato ogni anno in un numero crescente di paesi del mondo. Per la comunità Lgbt è un’occasione di festa e di ritrovo ma, in paesi come l’Italia ancora arretrati sul piano della parità di diritti, diventa anche occasione per rivendicazioni politiche, come quelle per il diritto a sposarsi o per una legge contro la discriminazioni o la violenza omofobica.

Stonewall Uprising

Perché a Bologna?
Sulla scelta di Bologna ha inciso molto la «grande querelle», ricorda il presidente del comitato Bologna Pride 2012, Emiliano Zaino, che si è consumata nei mesi scorsi per l´ingresso delle realtà gay e lesbiche nella Consulta comunale della famiglia: non a caso saranno proprio le Famiglie arcobaleno e Agedo (Associazione genitori, parenti e amici di omosessuali) ad aprire la manifestazione.

bolognapride2011

Cosa chiede il Pride
● l’emanazione di una legge che punisca i crimini d’odio motivati da omofobia lesbofobia e transfobia anche attraverso l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere
● nuovi e più efficaci protocolli per il contrasto al bullismo e all’omofobia e lesbofobia nella scuola e in tutto il mondo giovanile, anche attraverso la sensibilizzazione e la formazione del personale scolastico e di tutte le categorie di lavoratori/trici che operano a contatto con i minori

Rosa Parks 1955

● una legge che estenda il matrimonio civile anche alle coppie dello stesso sesso
● la creazione di istituti differenti e distinti dal matrimonio che prevedano il riconoscimento giuridico delle unioni civili, nel rispetto delle differenti modalità di legami sentimentali e affettivi in linea con ciò che è avvenuto in molti paesi europei

Femminismo 1977

● la possibilità di adozione interna alla coppia omosessuale, riconoscendo legalmente la figura del co-genitore, come avviene nelle coppie eterosessuali. Si tratta di un riconoscimento fondamentale per dare pari tutele ai nostri figli, altrimenti costretti a vedersi riconosciuto un solo genitore (oltre che per assicurare a chi ha contribuito ad allevare un/a bambino/a di non essere estromesso/a da un’eventuale rottura della relazione con la/il partner)
● l’accesso all’adozione per le coppie dello stesso sesso, a pari titolo con le coppie di sesso diverso, coerentemente con le leggi vigenti a tutela dei/delle figli/e adottati/e
● l’attivazione e la creazione di campagne di informazione primaria e secondaria dall’HIV/AIDS e dalle infezioni a trasmissione sessuale, unitamente a campagne di informazione e sensibilizzazioni al personale medico e paramedico sul rapporto medico-paziente, qual’ora si trovassero davanti persone Lesbiche, gay o transessuali e transgender

Cassero 1982

Un Gay Pride mentre si piangono ancora le vittime del terremoto che ha colpito l’Emilia?
In queste ore di apprensione per il sisma che ha colpito l’Emilia, si è aperta una riflessione sul Pride nazionale che il capoluogo emiliano si appresta ad accogliere il prossimo 9 giugno. Facendo tesoro delle tantissime proposte giunte in questi giorni, il Comitato Pride ha deciso di esplorare la possibilità di portare in piazza tra 10 giorni a Bologna non solo le rivendicazioni della comunità lgbt ma anche una grande macchina di solidarietà, un esercizio di Resistenza che renda onore alla tradizione e alla tempra degli emiliani, un gesto di civiltà esemplare da parte di chi proprio per la civiltà scende ogni anno in piazza.

Il prossimo 9 giugno a Bologna, quindi, il Pride ci sarà: perchè il Pride è innanzitutto la denuncia di un vuoto nei diritti e di conseguenza nelle vite delle persone gay, lesbiche e trans del nostro Paese. Questo vuoto non si sospende, non conosce tregua, e miete vittime nel silenzio. Ma soprattutto la denuncia di questo vuoto e le rivendicazioni che da anni la comunità lgbt sostiene non hanno nulla di offensivo né di incompatibile con il tragico momento che l’Emilia sta attraversando.

Ma il Pride si rappresenta come una festa e non è di certo festoso l’animo di un Paese in lutto: per questo il Comitato Pride ha deciso di mutare i connotati di questa festa privilegiando il senso dello stare insieme e proponendo un modello concreto di cittadinanza attiva: pertando il corteo del 9 giugno non avrà carri addobbati né impianti amplificati per la diffusione della musica, accogliendo l’iniziativa spontanea di alcune realtà associative che da subito hanno chiesto di devolvere quelle risorse ai territori colpiti dal sisma e invitando tutte le altre a fare altrettanto. Lo stesso Bologna Pride destinerà i fondi del carro di apertura alle popolazioni colpite dal sisma. Non sarà comunque un corteo silenzioso: alcune bande cittadine, guidate dalle bande musicali che offriranno ai manifestanti le musiche della tradizione emiliana, che il 9 giugno più che mai racconteranno la storia di comunità che non si arrendono.

Durante tutta la manifestazione alcune associazioni del circuito Arci delle cittadine colpite dal terremoto gestiranno direttamente una raccolta fondi. Inoltre, in piazza Maggiore, punto d’arrivo della manifestazione, sarà allestito un piccolo mercato agroalimentare che metterà in vendita i prodotti delle aziende danneggiate dall’evento tellurico.

Infine. la festa di finanziamento al parco Nord con cui si conclude il programma del Pride devolverà una parte dell’utile alle popolazioni terremotate.

• La mattina del 9 giugno piazza Nettuno ospiterà dalle 10 un piccolo mercato di solidarietà con i prodotti delle aziende agroalimentari: latticini, riso, farina, uova biologiche provenienti dalle aziende Cerutti di Bondeno (Fe) e Casumaro di Cavezzo (Mo), due dei paesi maggiormente danneggiati dalle scosse, oltre a 600 kg di Parmigiano Reggiano. Per queste iniziative si ringraziano l’associazione La Pillola di Bologna e ad Arcigay Modena.

• A Porta Saragozza, dalle 12 e 30, alcuni giovani creativi metteranno in vendita i loro lavori destinando i proventi alle zone colpite dal sisma attraverso l’associazione Mani tese di Finale Emilia. Sempre nel luogo di partenza della manifestazione troveranno posto i banchetti dei circoli Arci emiliani, attivamente impegnati nel fund-raising pro terremotati.

• Una vera e propria asta avrà invece per protagonista il web: lì infatti verranno messi in vendita al miglior offerente dieci biglietti “vip” per il concerto di Madonna del prossimo 16 giugno allo stadio Artemio Franchi di Firenze. I biglietti sono stati messi a disposizione dal portale Gay.it e dal Nelson Mandela Forum. I proventi saranno devoluti alle popolazioni terremotate.

Il programma del 9 giugno
• ore 10,00: presso piazza del Nettuno sarà allestito un piccolo mercato di solidarietà con i prodotti delle aziende agroalimentari: latticini, riso, farina, uova biologiche provenienti dalle aziende Cerutti di Bondeno (Fe) e Casumaro di Cavezzo (Mo), oltre a 600 kg di Parmigiano Reggiano. Per queste iniziative si ringraziano l’associazione La Pillola di Bologna e ad Arcigay Modena.
• ore 12,30: presso piazza di Porta Saragozza, gazebo informativi delle associazioni, punti ristoro, prevendite party pride e dalle 12 e 30, alcuni giovani creativi metteranno in vendita i loro lavori destinando i proventi alle zone colpite dal sisma attraverso l’associazione Mani tese di Finale Emilia. Sempre nel luogo di partenza della manifestazione troveranno posto i banchetti dei circoli Arci emiliani, attivamente impegnati nel fund-raising pro terremotati.
• ore 14,30: presso piazza di Porta Saragozza concentramento ufficiale del corteo
• ore 15,30: partenza del corteo accompagnato da bande musicali, artisti di strada e manifestazioni spontanee dei partecipanti che percorrerà Via Frassinago, Via Sant’Isaia, Piazza Malpighi, Via Marconi, Via dei Mille, Via Indipendenza, Via Rizzoli.
Arrivo del corteo in Piazza Maggiore dove si alterneranno sul palco gli interventi dei portavoce delle associazioni LGBT, del Sindaco di Bologna Virginio Merola, di Ivan Zamudio, papà di Daniel, il ventiquattrenne cileno torturato e ucciso lo scorso marzo a Santiago del Cile da un gruppo di neonazisti, e infine, grazie ad Amnesty International, di alcuni leader del movimento Lgbt internazionale.
• ore 21,00: presso l’area di Parco Nord si svolgerà il Party ufficiale.

Gay-Pride-Bologna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *