Centinaia di migliaia per le strade francesi per un sì alle nozze gay

dal sito gay.it – lunedì 28 Gennaio 2013

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Questa settimana il parlamento inizierà a discutere la legge proposta dal governo Hollande. Dopo le proteste cattoliche, la comunità lgbt chiede uguaglianza. Arcigay: “Stampa italiana ignora tutto”

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Due deputati socialisti si baciano durante il corteo.

In centinaia di migliaia sono scesi in piazza, in Francia, per supportare la proposta di legge del governo Hollande che vuole allargare l’istituto del matrimonio alle coppie gay permettendo loro di accedere anche alle adozioni.
Dopo che nelle scorse settimane ad alzare i cartelli era stata la comunità cattolica spinta dagli aspri appelli della Chiesa in difesa della “famiglia tradizionale”.
Per due giorni, lo scorso weekend, manifestanti lgbt e semplici sostenitori dei diritti civili hanno invaso le strade della Francia in preparazione della settimana, questa, in cui il parlamento è chiamato a discutere l’ormai famoso testo. Secondo gli organizzatori, solo a Parigi sono scese in piazza circa 400mila persone, 250mila secondo altre fonti. Numeri che, in ogni caso, non temono il confronto con le manifestazioni degli oppositori.

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Le coppie gay portano i figli in piazza con loro.

E proprio ieri la ministra della Giustizia Christiane Taubira ha dichiarato ceh cambiare la legge in favore del matrimonio gay significherebbe sanare “una situazione di palese iniquità”. “Questa legge protegge tutte le famiglie – ha spiegato. Protegge i diritti dei bambini”.
Quello delle unioni gay, ormai, è un argomento all’ordine del giorno anche in Italia, soprattutto in tempo di campagna elettorale. E infatti, le notizie delle manifestazioni delle organizzazioni religiose hanno avuto grande risalto anche sui media italiani.
Con un comunicato,p erò, Arcigay denuncia che lo stesso trattamento non è stato riservato alle manifestazioni in favore, altrettanto se non più partecipate.
“Centinaia di migliaia di francesi hanno sfilato ieri a favore del matrimonio gay – si legge in una nota dell’associazione -, ma la stampa italiana, con rarissime eccezioni, l’ha bellamente ignorato”.

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“Infilatemi… un anello al dito” recita il cartello.

“L’interesse, insolito per una manifestazione che si svolgeva all’estero, doveva suonare già sospetto allora – commenta il presidente Flavio Romani -. Inutile ribadire che la stampa Italiana offriva una eco genuflessa a posizioni ideologiche e fondamentaliste proprie della teocrazia che ha sede Oltretevere. Il sospetto, che avevamo allora, ci è stato ampiamente confermato oggi. Tutte le prima pagine dei quotidiani che troviamo in edicola oggi ignorano totalmente la manifestazione che ieri ha visto sfilare 400 mila persone a Parigi”.
“Chiedere un trattamento meno di parte nell’affrontare le stesse questioni è nostro dovere: nel leggere le prime pagine di oggi – conclude Romani – si deve purtroppo constatare l’estinzione del mestiere di giornalista in Italia”.

 

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