Cina, la parola «gay» eliminata dalla nuova edizione del vocabolario

da IlFattoQuotidiano.it del 24 luglio 2012

di Cecilia Attanasio Ghezzi

La nuova edizione del Contemporary Chinese Dictionary è uscita il 15 luglio ed è già sotto accusa da parte degli attivisti per i diritti umani. Include diverse nuove espressioni – alcune delle quali nate su internet e poi affermatesi nella società – ma non c’è tongzhi  (同志), o almeno non c’è nel suo significato oggi più largamente usato: gay. Una forma colloquiale molto più utilizzata di tongxinglian, corrispettivo di ‘omosessuale’ e che in passato è stata associata a una forma disturbo mentale.

Sta lentamente prendendo il sopravvento anche sul significato originario della parola: compagno, nell’accezione comunista del termine. “Tongzhimen hao!” è il saluto che segna l’inizio di ogni discorso ufficiale cinese: “Salve, compagni!”. L’appellativo “compagno” continua ad essere utilizzato in Cina, ma solo nelle occasioni ufficiali. Dal presidente Hu Jintao che saluta dal palco in occasione delle grandi parate, allo speaker del tg che intervista o riporta le parole del “compagno” Wen Jiabao, al leader provinciale che richiama all’ordine i suoi sottoposti. Un tempo, come nella Russia comunista, si usava esattamente con la stessa frequenza con cui noi utilizzavamo “signore”. Per richiamare l’attenzione di uno sconosciuto (“signore, sa dirmi l’ora?”) oppure premesso a un nome (“chieda del signor Franco”) o a un cognome (“ne discuta con il signor Rossi!”). Sui testi universitari per lo studio della lingua cinese, almeno su quelli adottati in Italia fino al Duemila, il termine tongzhi, compagno, appariva già nelle prime lezioni: “Compagno, può indicarmi dov’è la fermata degli autobus?”. Insomma, per oltre mezzo secolo è stato una parola cardine della Repubblica popolare cinese.

Ma la lingua è viva e spesso anticipa le tendenze socioculturali di un paese. Alla fine degli anni Ottanta – mentre la Cina sperimentava le aperture al cosiddetto capitalismo di stato, arricchirsi diventava improvvisamente “glorioso”, il socialismo si allontanava sempre di più dal maoismo originario per acquisire quelle non meglio definite “caratteristiche cinesi”, nasceva la prima generazione di figli unici e l’individuo ricominciava timidamente ad affacciarsi nella società di massa – la parola tongzhi scompariva lentamente dal lessico popolare. A riportarla in vita, con un nuovo significato, fu la comunità gay. Fu usata nel 1989 durante la prima edizione del Lesbian and Gay Film Festival di Hong Kong (primo evento di questo tipo dell’intera Asia) per enfatizzare la solidarietà che caratterizza i rapporti omosessuali. La parola ebbe subito fortuna, forse anche per la sua potenza satirica. Passò di bocca in bocca, di comunità in comunità e crebbe nell’uso quotidiano fino a raggiungere la Cina continentale. Qui la situazione delle libertà era completamente diversa. La Cina comunista considerava il fenomeno di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali una “pratica decadente” importata dall’Occidente. Si pensi che fino al 1997 l’omosessualità è stata considerata un reato e solo nel 2001 è stata cancellata dalla lista delle malattie mentali. Proprio nel 2001 a Pechino venne organizzato il primo festival di cinema gay. Dovendo chiedere l’autorizzazione alle autorità competenti, gli organizzatori sostituirono la parola gay con il termine tongzhi, compagno. Il dipartimento della Propaganda ne colse esclusivamente l’accezione comunista, il festival fu inaspettatamente avviato e da allora tongzhi è divenuto sinonimo di omosessuale.

I tempi sono cambiati. Se negli anni Ottanta e Novanta, gay e lesbiche erano costretti a incontrarsi segretamente, oggi ci sono bar, luoghi di ritrovo e organizzazioni che ne difendono i diritti pubblicamente. Anche se l’attitudine del Governo della Repubblica popolare è quella di “non approvare, non disapprovare e non incoraggiare” i passi in avanti del movimento per i diritti dei gay sono avvenuti alla velocità che caratterizza lo sviluppo cinese. Quasi ogni anno dal 2003, Li Yinhe – la più importante sociologa cinese esperta soprattutto in studi di genere – presenta alla Conferenza consultiva la proposta di un emendamento alla legislazione sui matrimoni che permetta l’unione tra persone dello stesso sesso.

Nel 2009 si è svolto lo Shanghai Pride, il primo festival di cultura omosessuale tenutosi nella Repubblica popolare cinese. Da allora gli eventi di questo tipo si sono moltiplicati. Proprio oggi si è concluso un mese dedicato a discussioni, dibattiti e incontri sulla cultura gay ospitato dalla città di Fuzhou, nella Cina meridionale. Seppure nelle immense campagne cinesi l’omosessualità è ancora considerata un handicap o un tabù, la tolleranza verso i diversi orientamenti sessuali sta crescendo. La stessa polemica che si è scatenata sull’esclusione del “nuovo” significato della parola tongzhi dal dizionario ne è la riprova. Come ha osservato qualcuno su Weibo, il twitter cinese, “Tongzhi, significa gay a prescindere dal fatto che lo si ‘incoraggi’ o meno. Prima o poi la definizione sarà sul dizionario”. Come dire: le unioni gay esistono, a prescindere dal fatto che le si incoraggi o meno. Prima o poi la legislazione dovrà prenderne atto.

. . . . . . . . . . .

da Shanghaiist.com del 23 luglio 2012

di Kenneth Tan

Gay activists are up in arms over the decision by editors of the sixth edition of the Contemporary Chinese Dictionary to exclude a definition for the term tongzhi(同志) which refers to gay people.

While the term tongzhi, which literally means “people of the same purpose”, has been used to refer to “comrades” within the Chinese Communist Party (and also within the Kuomintang) since the beginning of the republican era, it is more widely used to refer to gay people in colloquially today.

“We knew about the usage but we can’t include it,” explained one of the compilers of the dictionary in a Chinese television interview according to the BBC.

“You can use the word whichever way you like, but we won’t put it into a standard dictionary because we don’t want to promote these things. We don’t want to draw attention to these things.”

Via BBC:

For Ding Xueliang, a social sciences professor from Hong Kong University of Science and Technology, this attitude is not surprising.

“The use of ‘tongzhi’ to describe homosexuality started in Hong Kong and Taiwan to make fun of the mainland’s communist terminology because Chinese leaders address each other using ‘tongzhi’ meaning ‘comrade’ – for instance, ‘Hu Jintao tongzhi’ or ‘Wen Jiabao tongzhi’,” he told BBC Chinese.

“So it’s quite normal that the Chinese government doesn’t want to take this new meaning into the dictionary.”

Some gay rights campaigners are up in arms.

One of them, whose name was given as “Nan Feng”, told China’s official news agency Xinhua it was unacceptable that the “gay” meaning of “tongzhi” was excluded from the dictionary just because of the compilers’ own preferences and values.

“Tongzhi is the most commonly used, non-offensive term used by our circle to refer to homosexuals,” Nan Feng was quoted as saying.

“We hope the compilers can view the word from an impartial standpoint.”

 

 

Terms like geili (awesome), leiren (shocking), weibo (microblog) and sinuoke (snooker) are among the 3,000 new phrases included in the new dictionary.

Un pensiero su “Cina, la parola «gay» eliminata dalla nuova edizione del vocabolario

  1. EGREGI SIGNORI DEL WORLDPRESS E DEL WEBMASTER!!!!!!
    MI SONO LETTO IL VOSTRO ARTICOLO NON TANTO PERCHE TRATTAVA GLI OM CHE OSESSUALI, MA QUANTO PARLAVA DELLA CINA E TUTTO CIO’ CHE RIGUARDA QUELLA IN PARTICOLARE E TUTTE LE ALTRE NAZIONI DA QUELLE PARTI E’ DI NOSTRO ESTREMO INTERESSE, QUINDI CI POTETE DOCUMENTARE ANCHE VIA NS. EMAIL GIA’ SCRITTA….ANDIAMO ALL’ARGOMENTO DA VOI TRATTATO, OSSIA CHE LA CINA HA TOLTO DAI VOCABOLARI TUTTE LE PAROLE RIGUARDANDI L’OMOSESSUALITA MASCHILE-FEMMINILE ED TANTI ALTRI DEL SETTORE SPECIFICO…..HO RILEVATO CON DISAPPROVAZIONE CHE VOI SPENDETE UN SACCO DI PAROLE E CHIACCHIERE IN DIFESA DEI OMOSESSUALI, MA DICO IO, BASTA AVER VISTO SVARIATE TRASMISSIONI DEL PIERO ANGELA CON DOVUTA ATTENZIONE, DOVE SPESSO TRATTAVA QUESTI ARGOMENTI SCENTIFICAMENTE, E LUI STESSO DICHIARAVA CHE GIA 500.000 OPPURE 1.000.000 DI ANNI FA ESISTEVANO QUESTI PROBLEMI TRATTATI PROPRIO SCENTIFICAMENTE NON SOLO PER QUANTO RIGUARDA GLI UMANI, CIOE’ LE PERSONE, MA BENSI SPIEGAVA CHE DEI RICERCATORI SCENTIFICI-ANTROPOLOGI AVEVANO RIVELATE CHE ALCUNE MIGLIAIA DI GENERE DI ANIMALI HANNO LO STESSO VIZIO O TENDENZA, ADDIRITTURA DELLE MOSCHE O DELLE GIRAFFE E TANTI ALTRI…..TORNIAMO ALLA NOSTRA CINA E PAESI CONFINANTI. PER ME SIA IL PRESIDENTE HU JINTAO CHE IL PRIMER WEN JIABAO HANNO FATTO PIU’ CHE BENE A TOGLIERE DETERMINATE PAROLE CHE INCITANO I RAPPORTI PROMISCQUI PER TUTTI I GENERI….MA COME VOLETE VOI CONTROLLARE ORMAI 2.000.000.000- DI UMANI SIA BUONI-CATTIVI-DISERDATI, SE NON SI HA PIU’ CHE UNA LINEA PRECISA DI COMPORTAMENTO…E’ VERO CHE SOTTO LE LENZUOLA E AL BUIO OGNI BUCO E’ UGUALE AD UN’ALTRO BUCO E COSI’ SARA’ PER SEMPRE, MA COMUNQUE CI VUOLE “”UN’ORDINE BEN PRECISO E DEFINITO”” VISTO CHE QUESTI CINESI RAPPRESENTANO UN TERZO DEGLI UMANI, UNO PIU’ PAZZO DELL’ALTRO…LA TROPPA LIBERTA E PROSQUIMITA’ PORTA ANCHE PERSONE SERIE A TRASGREDIRE, E SE POI GLI PIACE PURE E DISPOSTO ANCHE A FARE SIA LE MIGNOTTE CHE I MIGNOTTONI, UNA VOLTA ASSAGGIATO LO ZUCCHERO ANCHE GLI ANIMALI ESEGUONO PER AVERNE DELL’ALTRO….QUINDI CHI COMANDA LA GRANDE CINA-TIBET-HONG KONG-MACAO-TAIPEI ED ALTRO DEVE DARE L’ESEMPIO CHIARO, PUR SAPENDO CHE TALI RAPPORTI NON SI FERMERANNO, MA SARANNO PIU’ NASCOSTI….NON DOVETE PENSARE SOLO “”AI FROCI ITALIANI ED ALTRI”” CHE IERI BERSANI-VENDOLA ED ALTRI VORREBBERO APPROVARE I MATRIMONI GAY COME IL ZAPATERO CHE ADESSO VA A ZAPPA’.. LORO FANNO I GAY TIPO VENDOLA E I 60.000.000- DI ITALIANI PER PAGARE TUTTE LE TASSE DEVONO ANDARE A BATTERE SECONDO MONTI E TREMONTI E TUTTE LE MONTAGNE-EVEREST…..I CINESI HANNO PIENAMENTE RAGIONE ED HANNO USATO IL LORO BUON SENSO NEL CONTROLLARE TUTTA QUESTA SITUAZIONE DA FORESTA NERA IN CERCA DEI BUCHI NERI…….MENTRE OBAMA PER AVER DETTO CHE LUI VUOLE I VOTI DEI “GAY AMERICANI” SI TROVERA’ A NOVEMBRE NELLE FORESTE ETIOPICHE CON I SUOI SHIMBANZE, DA DOVE LUI PROVIENE, PER FORTUNA CHE MR. MITT ROMNEY LO STA CARICANDO DA VICINO, QUASI A SFIORARGLI LE CHIAPPE, COSI CAPIRA’ CHE IDEA SBAGLIATA HA AVUTO PER TUTTI GLI AMERICANI SANI E NON SANI…CERTO CHE ANCHE LI’ CE DEL TORBITO…CONCLUDIAMO INCORAGGIANDO IL PRESIDENTE “”HU JINTAO E IL PRIMER WEN JIABAO”” A MIGLIORARE CON QUESTI PROBLEMI…..CONCLUDIAMO DICENDO CHE ATTUALMENTE CON CIRCA 7.000.000.000- DI AFFAMATI E SENZA LAVORO, VOI ITALIANI VI STATE A PREOCCUPARE DEI FROCI-LESBICHE-E TUTTE LE PERVERSIONI, MA CHE VI HANNO DATO L’INCARICO BERSANI E VENDOLA OLTRE QUALCUN’ALTRO IMBOSCATO NEL GOVERNO..PENSIAMO CHE BASTI, RIGUARDATE IL PIERO ANGELA E QUELLO CHE LUI TRAMITE QUARK HA SEMPRE DETTO..

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>