Clinica per gay? Ci si può pensare

mercoledì 05 marzo 2008 – L’Unità
LA7: Un prelato a “Italian Job”

Considero l’omosessualità una deviazione», dice l’uomo con barba e ben vestito. «L’ho sempre detto- risponde il prelato – Ma per opportunità politica in questo momento non vogliamo gettare benzina sul fuoco. Non vogliamo fare una polemica pubblica per non creare disordine». «E – ipotizza l’uomo – una struttura non pubblica, isolata, per una terapia» (per «curare» gli omosessuali ndr)? «Bisogna studiarla con gli psicologi, gli uffici competenti della Curia e con educatori che sappiamo». Magari «Segreta?», suggerisce l’uomo. «Sì», acconsente l’altro. Questo dialogo è andato domenica sera su La7 a Italian Job, trasmissione in cui Paolo Calabresi, camuffato e con telecamere nascoste, riprende incontri per indagare su realtà italiane. Stavolta, con barba e abito sobrio, si era camufatto da Joseph Nicolosi, vero psichiatra americano teorizzatore dell’omosessualità come malattia da curare con tanto di clinica in California. Così travestito Calabresi ha provato a verificare due punti da un prelato a Roma: se la Chiesa condivide la «sua» linea e se era pensabile aprire una clinica in Italia, in via riservata. Il prelato – dal volto occultato e parlando in veste non ufficiale – risponde che sì, per la Chiesa l’omosessualità è una «deviazione» e lascia intendere che è giusto «incoraggiare» la terapia del professore. Ma chiarisce che l’autorità ecclesiastica non intende infiammare la polemica «per opportunità politica».

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