Conservatori progressisti. Il movimento conservatore israeliano ordinerà rabbini gay

da Adista n. 20 del 26 maggio 2012

di Jay Michaelson

Tratto dal portale informativo Religion dispatches (30 aprile 2012)
Titolo originale: Israeli conservative movement will ordain gay rabbis

Sei anni dopo l’omologa americana, la scuola israeliana rabbinica del movimento conservatore ha votato il mese scorso l’ammissione di studenti omosessuali (uomini e donne). È un piccolo passo in avanti per le persone lgbt, un viaggio faticoso per gli ebrei. Mentre i progressisti festeggiano questo traguardo, molti, estranei ai dibattiti, hanno chiesto: perché ci è voluto così tanto?

Gay Israel

In ordine crescente di interesse, la risposta ha a che fare con personaggi, contesti sociali e crisi di legittimità. In primo luogo, e meno interessante per i non addetti ai lavori, sono state poche le persone che hanno lottato per questo progresso nel corso degli anni (da semi-interno le conosco, so chi sono gli attivisti, e chi è stato più tiepido). Una persona può davvero fare la differenza, soprattutto quando è resistente al cambiamento.

Più interessanti, però, sono i diversi contesti sociali degli ebrei conservatori in Israele e negli Usa. Nonostante l’etichetta, la maggior parte degli ebrei conservatori in America è relativamente progressista. Votano democratico, sostengono i diritti dei gay e non osservano il kosher, almeno non nel modo tradizionale. Molti sono gli ebrei conservatori a causa di condizionamenti sociali: il modo in cui sono cresciuti, i loro amici, la sinagoga migliore. La maggior parte non ha un forte impegno ideologico nel movimento, cosa che è stata un problema negli ultimi anni con la scomparsa di una vecchia generazione di filantropi.

In Israele, d’altra parte, si deve lavorare per essere un ebreo masorti (la parola masorti  significa tradizionale, ma il movimento conservatore se n’è appropriato. Facendo confusione, si applica anche agli ebrei sefarditi che non sono convenzionalmente religiosi, ma che osservano alcune delle norme tradizionali per motivi culturali o spirituali). Ci sono pochi ebrei simili in circolazione, le istituzionimasorti non sono supportate dallo Stato, e se tutto quello che voglio è essere culturalmente ebreo, non c’è motivo di affiliarvisi.  Gli ebrei masorti israeliani sono ebrei per scelta.

Quindi, a differenza dei loro omologhi americani, gli ebrei israeliani masorti hanno un più forte senso di connessione con il diritto e la tradizione ebraica. Nel linguaggio biforcuto della società ebraica israeliana, si vedono come persone religiose liberali ma la cultura religiosa in Israele è ancora profondamente conservatrice. Tel Aviv può essere una mecca gay, ma fuori da questa bolla geografica, Israele rimane un posto molto tradizionale.

La cosa più importante, tuttavia, è che gli ebrei masorti vedono sempre un istituto religioso negare la loro legittimità. Questo, credo, è la ragione più importante della lentezza del movimento israeliano sul tema lgbt. Politicamente, religiosamente, socialmente ed economicamente, questa è una comunità marginale che non sarà mai sufficientemente ebraica per gli ortodossi. Il fatto di tendere a un altro valore moderno, non-ebreo (cioè, l’uguaglianza) li rende ancora meno legittimi di quanto non fossero prima, da zero a zero maiuscolo.

Questo, per me, è il vero punto. È comprensibile per gli ebrei masorti preoccuparsi di cosa penseranno gli ortodossi; gli ortodossi hanno potere politico e non esitano a usarlo per costringere gli altri a conformarsi alla loro visione del giudaismo. Ma socialmente e religiosamente, è troppo tardi per tali preoccupazioni, la nave è già salpata. I rabbini gay sono solo marginalmente più discussi dei rabbini donne. Le questioni giuridiche sono differenti, ma in termini di legittimazione sociale e religiosa, ha più senso per gli ebrei masorti trovare una causa comune con i loro cugini americani piuttosto che con gli israeliani ortodossi che non li hanno mai rispettati.

E ora, almeno su questo tema, l’hanno fatto, e giusto in tempo. I progressisti americani e israeliani si stanno profondamente allarmando per la coercizione religiosa e la violenza degli ultraortodossi. Siamo costernati dal fatto che alle donne venga detto di sedersi nella parte posteriore del bus (letteralmente) e che si sputi alle ragazze (anche letteralmente) perché sono vestite in modo osé. E in queste lotte, di riforma, gli ebrei conservatori, i progressisti-ortodossi e i secolari sono tutti nella stessa barca. Se troviamo una causa comune, è una questione in meno che ci divide.

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