“convito”

 

aprile 2012
la testimonianza di Paolo del gruppo Emmanuele

Qui in parrocchia ogni quarta domenica del mese, in collaborazione con molti gruppi ogni volta diversi, dagli scout, al gruppo parrocchiale, alla Comunità di Sant’Egidio, ecc… offro il mio contributo alla mensa dei poveri. Molti sanno della mia appartenenza al gruppo Emmanuele ed il gruppo stesso in qualche occasione ha tra le sue attività questo servizio di volontariato.

Le mansioni da svolgere in queste occasioni sono varie: dal servizio cucina, alla preparazione dei tavoli, al servizio bar, all’accoglienza… Ed è quest’ultimo il compito che preferisco: il contatto prossimo con le persone, che diventa ascolto e condivisione di esperienze.

Allo stesso tavolo, davanti ad un piatto di pasta al sugo o ad una coscia di pollo, cerco di vincere la diffidenza e farmi accettare, a volte con la sola presenza, per poi entrare in relazione. L’ascolto sincero e partecipato e la disponibilità sono la chiave per entrare in sintonia con la persona che mi sta vicino. E’ qualcosa che si impara e si rinnova ogni volta.
Insieme, uno accanto all’altro, un signore dall’età indefinita con lunghi capelli e la barba incolta che si guarda nervosamente in giro, un ragazzo di colore dagli occhi vivi ed intelligenti e più in là due signore corpulente dei paesi dell’est che parlano fitto fitto tra loro, poi un anziano elegante dallo sguardo assente…

Una umanità multiforme e varia con un comune destino, ma con percorsi diversi: la marginalità, le difficoltà economiche, la solitudine e, a volte, la disperazione.

Al ragazzo africano racconto delle mie brevi esperienze in alcuni paesi del centro Africa, questo basta per farlo sbloccare. Mi apre un mondo di speranze, lavoro duro, licenziamento, perdita della casa… I suoi occhi esprimono una grande voglia di vivere, di mettersi in gioco… e tanta nostalgia per la sua terra.

Una donna, abbandonata dal suo uomo, dalla famiglia, dal mondo ha trovato rifugio nell’alcool. Parla confusamente intercalando qualche bestemmia. Il racconto è crudo ma schietto. Non parla dell’astratto ma della vita di ogni giorno, di come procurasi il cibo o un ricovero per la notte. Piano piano si rasserena e poi… sorride.

Un signore elegante, sulla settantina, giacca e cravatta dall’accostamento perfetto, dopo un lungo silenzio inizia a raccontare della sua vita. In passato era un sarto famoso, ma a causa di investimenti, consigli e collaborazioni sbagliate è ridotto sul lastrico: senza casa, senza affetti… completamente solo, ma con una grande fede. Gli parlo di mio padre che faceva lo stesso lavoro e questo lo fa sentire compreso. Quante cose potrebbe insegnare, ma dice: “I giovani non sono più disposti a fare sacrifici… a fare la gavetta”.

Il tempo passa sono già le 14.30 ed è ora di andare, l’autobus passa tra 10 minuti. Mi saluta cordialmente e mi chiede se ci vediamo la prossima volta per continuare a chiacchierare.

Il nostro compito con loro è finito. Si prepara un tavolo con le cose avanzate e tutti i volontari pranzano insieme. Poi si sparecchiano i tavoli, si lavano le pentole ed i piatti, si pulisce la cucina e si risistema la sala.

E’ difficile dire ciò che si prova nel dare accoglienza o nel ricevere un sorriso, un saluto legato al proprio nome, certo fa sentire più sereno, ripaga del tempo donato…

L’immagine simbolo di questa esperienza può essere ripresa con un quadro del Veronese che si può ammirare nelle Gallerie dell’Accademia a Venezia: “Convito in casa Levi”.
Convito, leggo in un vecchio dizionario, è un “pranzo lauto e nobile al quale sono chiamate più persone specialmente di qualità”. Forse il pranzo non sarà lauto o nobile, ma certamente le persone che vi partecipano sono “di qualità”. Ognuno con la sua storia, il proprio vissuto, la personale “ricchezza”.

Mi piace pensare che in ognuno di loro, c’è l’immagine di Gesù, l’ospite d’onore in casa di Matteo Levi. Quel Gesù spesso abbandonato, incompreso, deriso, umiliato… ed in questo “nostro fratello”, vicino a noi, alla nostra umanità, a cui basta sedersi accanto.

Paolo

Paolo Veronese: Convito in casa Levi - Gallerie dell’Accademia, Venezia

Paolo Veronese: "Convito in casa Levi" - Gallerie dell’Accademia, Venezia