Coppie di fatto, Pisapia alla Curia: «Rispettare le scelte della politica»

da Repubblica.it del 23 luglio 2012

di Oriana Liso

Nessuna ingerenza della Chiesa nelle scelte amministrative della città. Sabato, a poche ore dallo sbarco in consiglio comunale della delibera di istituzione del registro delle unioni civili, voci riferibili alla Curia avevano attaccato la scelta dell’amministrazione arancione: «Decisione inefficace, c’è il rischio di sostenere la poligamia». E proprio mentre il dibattito in aula iniziava, il sindaco Giuliano Pisapia ha deciso di replicare nettamente: «Ognuno ha il proprio ruolo, ma così come rispetto le decisioni della Curia in campo religioso, credo che la Curia debba rispettare le decisioni del consiglio comunale, che è una istituzione della città che parla a tutti i cittadini, come del resto la Curia».

Ha invitato, il sindaco, a un dibattito «senza polemiche», ma sull’approvazione del registro, e in tempi brevi, non ha arretrato di un passo ricordando che «già tante città italiane hanno il registro delle unioni civili, il fatto che si aggiunga Milano è un segnale importante anche a livello nazionale, un invito al parlamento a decidere su un tema così delicato. Chiaramente io auspico il riconoscimento giuridico delle unioni civili, come previsto dalla Costituzione e indicato dalla Corte costituzionale». Una linea, quella dell’amministrazione, che va avanti pur con l’astensione dei consiglieri cattolici del Pd (quattro), ma mettendo in cascina il voto a favore di altrettanti liberali del Pdl — decisione non indolore, sul piano delle critiche interne al partito — a patto di alcune modifiche.

A nulla sono valse, ancora una volta, le critiche di Alfonso Colzani, responsabile del servizio per la famiglia della Diocesi, autore dell’intervento su Avvenire che ha segnato il picco delle ostilità del mondo cattolico. «Quello del riconoscimento dei diritti sostanziali e giuridici non è compito di un Comune, ma di leggi dello Stato» ha ribadito ai microfoni di Radio Vaticana, attaccando il provvedimento delineato sin dal programma elettorale della coalizione arancione perché «quello delle coppie di fatto è un modello basato su una sostanziale provvisorietà dei legami, su una responsabilità presa solamente in parte». E anche l’Osservatore Romano — tradizionalmente non esposto sui temi polemici —  ha trattato la questione, riportando in un articolo dal titolo “È necessario sostenere la famiglia” le posizioni espresse da Colzani e dal vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici di Milano, Mattia Ferraro.

Domenica anche il governatore Roberto Formigoni, su Twitter, aveva approvato le parole di Colzani e Ferraro. E ha provato ancora a criticare Pisapia: «La famiglia non può essere scimmiottata, il registro delle unioni civili è un grande equivoco». Replica di Pisapia: «Le sue critiche? Non immaginavo nulla di diverso». Dopo l’apertura della discussione, si continuerà iniziando a discutere anche gli emendamenti depositati — 51, a sera, di cui quattro dei partiti della maggioranza — sempre con l’obiettivo ottimistico di chiudere entro giovedì sera con l’approvazione della delibera. Ad assistere ai lavori del consiglio, anche una rappresentanza delle associazioni omosessuali: il presidente della sezione milanese dell’Arcigay, Marco Mori, ha ribadito che «su questo tema, che non è etico ma di civiltà, non ci deve essere libertà di coscienza: le coalizioni che proporranno iniziative abbiano la coerenza di dire “si vota”».

Sulle posizioni della Chiesa milanese Mori ha aggiunto: «La Curia ha abituato questa città a posizioni lungimiranti e di vicinanza agli ultimi, ma improvvisamente sembra che voglia utilizzare gli ultimi per promuovere idee di parte». Con lui anche Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd. Che via Twitter ha invitato il capogruppo pdl Carlo Masseroli a cena a casa sua, «così vede che una coppia gay è una famiglia». Invito accettato.

La replica di Pisapia alla Curia – Unioni civili, la Curia all’attacco – Il «no» di Scola al registro del Comune – LA SCHEDA Ecco cosa cambierà a Milano

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