Coppie di fatto, Variati avanti tutta «Ordinanza per il riconoscimento»

dal Corriere del Veneto / Vicenza / Cronaca del 14 aprile 2012
di Andrea Alba

Famiglia affettiva, in Comune 3mila firme per chiedere l’attestato. Il sindaco salta i passaggi in Consiglio: «E’ un’estensione di diritti che non mina il matrimonio»

VICENZA – Coppie di fatto, il riconoscimento da parte dell’anagrafe comunale arriverà entro pochi giorni e senza passaggi «politici» in consiglio comunale. Il sindaco Achille Variati, che venerdì ha ricevuto le circa 3mila firme della petizione promossa dal comitato Dir.Vi. , tira dritto: «Firmerò e trasmetterò quanto prima un’ordinanza all’ufficio anagrafe per il riconoscimento del vincolo affettivo, appena nato o preesistente – spiega il primo cittadino – In questo modo estendiamo i diritti senza minare l’istituto della famiglia basata sul matrimonio». Il comitato Diritti Vicenza ha avviato una petizione perché anche qui si istituisca non già un registro ma il rilascio degli «Attestati di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi » per coppie di fatto, etero e gay. In poche settimane la sottoscrizione ha raccolto circa tremila firme, «molte anche da coppie sposate» spiegano i promotori.

consegna firme al sindaco 13-04-12

il sindaco Variati e le firme raccolte

Il sindaco Achille Variati, pur non essendo fra i firmatari, da tempo ha già annunciato il suo assenso alla proposta a dispetto della matrice cattolica che lo caratterizza e della contrarietà di forze politiche di centro e centrodestra, oltre che della Curia. Ora, con la consegna delle firme, «è questione di giorni – osserva il primo cittadino – la legge demanda al sindaco, con propria ordinanza, di richiedere all’ufficiale anagrafico di accogliere i vincoli affettivi. Il testo è quasi pronto, stiamo definendo alcuni aspetti tecnici con i legali». Per Vicenza quindi non ci sarà il passaggio in consiglio comunale che si era avuto per questo stesso tema in altre città, a partire da Padova. Variati assicura che «non si tratta affatto di minare l’istituto della famiglia basata sul matrimonio, che resta cuore e cardine della nostra società e che la Chiesa fa bene a difendere. No, qui si vuole garantire un’estensione dei diritti e dare tutele in più a quei cittadini, molti anche nella nostra città, che scelgono di vivere la loro vita in una convivenza duratura». Enrico Peroni, segretario cittadino del Pd, trova «molto positivo il fatto che siano state raccolte 3 mila firme, il tema è sentito. E’ un segno dell’evidente necessità di una legge nazionale che dia più diritti alle coppie non sposate». Intanto Dir.Vi lavora per coinvolgere sul tema anche altri Comuni della provincia: «Incontreremo altri sindaci a maggio, abbiamo riscontrato una certa sensibilità in particolare a Schio» spiega Mattia Stella, del comitato.

vedi l’articolo originale al sito del Corriere del Veneto

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