Dal ‘non prevalebunt’ al ‘nihil obstat’. Sulle veglie antiomofobia le curie cambiano linea

Valerio Gigante
da Adista Notizie n. 18 del 18 Maggio 2013, pp. 9-10

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Anche quest’anno, cristiani provenienti da diverse confessioni e cammini di fede, nei giorni precedenti e successivi al 17 maggio 2013 – Giornata mondiale per la lotta all’omofobia – si ritroveranno a pregare e riflettere assieme alle persone gay credenti, in occasione delle veglie di preghiera ecumenica che i gruppi di omosessuali credenti organizzano, ormai da 7 anni, per ricordare le vittime dell’omofobia (cioè tutte quelle persone che vengono minacciate, torturate, condannate a morte o variamente discriminate solo in base alla propria omoaffettività)

Una delle novità di questa edizione 2013 è che ad ospitare l’iniziativa è un numero di chiese cattoliche che, per la prima volta, è addirittura numericamente superiore a quello di altri luoghi di culto messi a disposizione da quelle confessioni cristiane tradizionalmente più sensibili della cattolica alle tematiche gay, come la Chiesa evangelica e quella valdo-metodista.
Un riconoscimento (implicito od esplicito), quello di tante Curie diocesane che testimonia come la diffusione ed il radicamento dei gruppi di omosessuali credenti in Italia, così come il numero e la qualità delle iniziative da loro promosse ed animate nelle diverse realtà ecclesiali, non può più essere ignorata dalla gerarchia cattolica, anche quando si tratta dei settori tradizionalmente considerati più conservatori in campo teologico e pastorale.

L’esempio forse più significativo è quello di Milano, diocesi ormai da due anni retta dal cardinale ciellino Angelo Scola, ma dove pure una parte delle iniziative contro l’omofobia organizzate dal gruppo milanese del Guado si svolgano proprio in una chiesa cattolica. La sera del prossimo 13 maggio, credenti e non credenti della città si ritroveranno quindi dapprima in una chiesa battista, quella di via Pinamonte da Vimercata 10, situata in una delle zone più animate della vita notturna milanese.
Da lì, dopo un momento di preghiera, i partecipanti si muoveranno insieme con una piccola fiaccola lungo Corso Garibaldi (una delle vie della movida milanese) alla volta della parrocchia dell’Incoronata, una delle chiese della Milano rinascimentale. Per dire a tutti coloro che incontreranno la fiaccolata, credenti e non credenti, che le persone omosessuali sono una risorsa per la società e la Chiesa. Perché la loro presenza e la loro testimonianza aiuta le persone, le Chiese e le istituzioni a dialogare tra loro e a scoprire il valore della diversità; e la necessità, l’utilità e la bellezza, del rispetto, del dialogo, della comprensione reciproca.

Ma Milano non sarà l’unica grande diocesi ad ospitare le veglie antiomofobia, il cui filo conduttore è quest’anno il brano della I Lettera di Giovanni «nell’amore non c’è timore!» (1 Giovanni 4,18): sembra infatti che proprio ciò che avvenne lo scorso anno nella città ambrosiana – quando la curia tentò maldestramente di bloccare lo svolgimento della veglia perché avveniva in prossimità del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, suscitando un forte clamore cui fece seguito un tardivo ed imbarazzato dietrofront (v. Adista Notizie n. 12/12) – abbia definitivamente convinto tanti vescovi e curie diocesane ad avere un atteggiamento non pregiudizialmente ostile nei confronti dell’iniziativa.
A Firenze, la città dove è vescovo l’ex braccio destro del card. Camillo Ruini, il card. Giuseppe Betori, la veglia ecumenica, organizzata dal Gruppo Kairos e altre realtà, si svolgerà presso la Parrocchia cattolica della Madonna della Tosse. A Bologna, città guidata dall’ultraconservatore card. Carlo Caffarra, l’appuntamento, organizzato con la collaborazione di Noi Siamo Chiesa Emilia-Romagna, è il 17 maggio presso la parrocchia di S. Bartolomeo della Beverara.

A Roma, come già lo scorso anno, la Veglia (organizzata da Nuova Proposta e La Sorgente, gruppi di cristiani omosessuali della capitale) si svolgerà nella basilica dei Ss. Bonifacio e Alessio all’Aventino. A Genova (città del presidente della Cei, il card. Angelo Bagnasco), lo stesso giorno, sarà invece la Chiesa di San Benedetto al Porto ad ospitare la veglia, organizzata dal Gruppo lgbt ligure Bethel.
A Padova, il gruppo Emmanuele ha dato appuntamento il 17 maggio nella chiesa di santa Caterina d’Alessandria in via Cesare Battisti. In una parrocchia, quella del Cuore Immacolato di Maria, si svolgerà invece la celebrazione eucaristica ecumenica per le vittime dell’omo-transfobia, organizzata per il 26 maggio a Pinerolo dal Comitato Pinerolese Contro Omofobia e Transfobia (in collaborazione con la Parrocchia di San Lazzaro, la Chiesa Valdese di Pinerolo e la Comunità cristiana di Base “Viottoli” di Pinerolo).

Una menzione particolare merita forse Palermo, dove a farsi coinvolgere nell’organizzazione e promozione delle iniziative antiomofobia sono state diverse e significative realtà ecclesiali: il gruppo Cristiani lgbt palermitani Ali d’aquila, i Laici Missionari Comboniani, la Parrocchia di San Gabriele Arcangelo, la Parrocchia di San Giuseppe Artigiano, la Comunità di San Francesco Saverio all’Albergheria, la parrocchia di S. Maria della Pietà alla Kalsa (che è anche la sede dove convergeranno i partecipanti alla veglia, dopo una breve fiaccolata che partirà dal Foro Italico). Ma, soprattutto, il II Vicariato di zona dell’arcidiocesi, la Chiesa evangelica luterana di Palermo, la Chiesa valdese di via dello Spezio, la Chiesa evangelica valdese di Marsala e Trapani.

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