Deputati omossessuali, la Camera approva l’assistenza sanitaria integrativa per i partner

da Corriere della Sera del 14 maggio 2013

L’assistenza sanitaria integrativa dei deputati viene estesa ai conviventi dello stesso sesso. Lo ha deciso a maggioranza l’Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati, accogliendo una richiesta di Ivan Scalfarotto, che ha reiterato una domanda di Anna Paola Concia nella scorsa legislatura.

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Ivan Scalfarotto

LE DIFFERENZE – Un mese fa il deputato del Partito Democratico aveva sottolineato le differenze esistenti per i conviventi eterosessuali e omosessuali nella gestione della copertura sanitaria da parlamentare (obbligatoria). Una situazione contro cui si era scontrata, nella legislatura precedente, anche Concia, che nel 2011 si è sposata in Germania con Ricarda.

«MORE UXORIO» SOLO IN PARLAMENTO – Scalfarotto aveva denunciato anche che la protezione del convivente «more uxorio», cioè come se fosse un matrimonio, con la polizza medica (a patto che esistano tre anni documentati di convivenza) è una prassi esclusivamente del Parlamento, mentre «fuori questo non avviene».

SCALFAROTTO: «ORA PER TUTTI» – Ora conferma la sua posizione e sottolinea il dato politico della norma approvata: «Questo può sembrare un semplice atto amministrativo e invece ha una valenza universale, ora è giusto riconoscere gli stessi diritti a tutti i cittadini». Più volte il deputato aveva ribadito che se le Camere riconoscono la convivenza more uxorio questa deve essere estesa, come riconosciuto anche da sentenza della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale, a tutti i generi: «È un principio elementare». E ora ribadisce che i diritti «non vanno riconosciuti solo ai parlamentari, ma a tutti gli italiani».

VENDOLA: «NON DEVE ESSERE UN PRIVILEGIO» – Anche il leader di Sel, Nichi Vendola, commenta su Twitter la decisione della Camera. «Finalmente l’acquisizione di un diritto – dice Ma non deve essere un privilegio per pochi. È un diritto che spetta a tutti gli italiani». Mentre Alessandro Zan, deputato di Sel ed esponente del movimento gay, se da un lato ribadisce l’importanza dell’estensione dell’assistenza sanitaria integrativa anche al compagno o alla compagna dello stesso sesso per i deputati («annullando così una ingiustificata discriminazione nei confronti dei parlamentari gay e lesbiche»), dall’altro sottolinea l’astensione del Movimento 5 stelle sul provvedimento.

M5S: «UN PROVVEDIMENTO DELLA CASTA» – Durante la votazione nell’Ufficio di presidenza il Movimento Cinque Stelle ha scelto infatti l’astensione. «È un privilegio della casta», ha spiegato la portavoce a Montecitorio, Roberta Lombardi. «Nelle assicurazioni esterne il convivente dello stesso sesso non gode dell’estensione delle coperture. Perché alla Camera dovrebbe? È sempre la casta che vuole per sé i privilegi».

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