domenica, 13 gennaio 2013 – cos’è la Chiesa

«Cristo è la luce delle genti […] che risplende sul volto della Chiesa». Lumen gentium, I

Con la Lumen gentium, il documento più solenne di tutto il Concilio, la Chiesa presenta se stessa non tanto in forma gerarchica, quanto come popolo di Dio, mettendo in grande rilievo il battesimo come comun denominatore di tutti i cristiani. Il tema trattato è la dottrina cattolica sulla Chiesa. Si parla di incontro, rinnovamento, comunità. È un documento che riguarda l’autocomprensione che la Chiesa ha di se stessa, la sua funzione spirituale e la sua organizzazione.

In questo incontro ci siamo interrogati sulla Chiesa in compagnia di Brunilde Neroni, 61 anni, marchigiana. Brunilde è docente universitario, traduttrice, scrittrice, si è dedicata alla poesia e alla prosa del Novecento e ha tradotto molte opere di Tagore e di altri importanti scrittori orientali. Ha frequentato un dottorato in Lingue Orientali a Londra. I suoi interessi l’hanno portata a compiere studi di sanscrito e di bengali in India. È stata insignita della Ruota dell’India, la massima onorificenza indiana, come messaggera della cultura orientale in Occidente. È impegnata nel campo del pacifismo e dell’ecumenismo.

A proposito di ecumenismo
Proprio dall’ecumenismo parte il flusso di pensieri che Brunilde condivide con noi. Andiamo ad Assisi dove il suo libro “Tutti i cieli” – una raccolta di preghiere di ogni parte della terra – ha accompagnato le riflessioni di chi ha ricordato la straordinaria pagina di dialogo ecumenico e interreligioso che Giovanni Paolo II fortissimamente volle nel 1986, quando colse il mondo di sorpresa, “convocando” proprio ad Assisi i maggiori responsabili religiosi per un momento di preghiera comune, divenuto ancor più che storico, un evento simbolico. Dopo tanti anni ci si chiede se quello sia stato vero ecumenismo o non forse effettivamente solo un incontro: religioni diverse che pregavano nello stesso luogo, in modo non molto dissimile da numerose occasioni ecumeniche in cui ancora oggi, religioni diverse pregano, ma in luoghi diversi. Il sogno di Giovanni Paolo II era una preghiera comune davanti a Dio, ma la gerarchia non l’ha ascoltato.

Ecumenismo significa mettere accanto alla mia religione, le altre religioni. Un amore verso tutti. Possiamo imparare moltissimo dall’incontro con persone di altre religione. Ci possiamo arricchire e cambiare profondamente. Ci sono poi idee che hanno il potere di cambiare le nostre convinzioni e la nostra visione delle cose. Il sapere che non esiste un centro dell’Universo, ma che l’Universo ha tanti centri, può capovolgere la comune visione della centralità dell’uomo. La lettura degli scritti di grandi uomini non cristiani come Ghandi, può restituire altrettanto se non più di quanto ha fatto San Francesco. La nostra religione non è la sola, né la più importante, né quella che ha lasciato di più.

La condizione della donna
La nostra è una Chiesa in cui la condizione della donna non ha fatto molti passi in avanti rispetto alle origini. L’elemento femminile lascia un vuoto importante, nonostante gli incontri più belli raccontati dal Vangelo siano sempre incontri con donne (al pozzo, con la peccatrice, con l’emorroissa…). Una Chiesa a lungo maschilista, ma non solo. Fatta di uomini adulti, avanti con l’età, difficili al rinnovamento. Quanto è difficile a questa Chiesa anche solo riconoscere in tempi ragionevoli il ruolo di donne carismatiche e dall’azione travolgente. Ildegarda di Bingen, monaca benedettina dell’alta germania, fu dimenticata per secoli: lei donna «…che non esitò a uscire dal convento per incontrare, intrepida interlocutrice, vescovi, autorità civili, e lo stesso imperatore (Giovanni Paolo II nell’ottocentesimo anniversario della sua morte), solo nel 2012 divenne Dottore della Chiesa e per l’insistenza delle sue consorelle.

Anche i movimenti femminili sono praticamente assenti: voci importanti e carismatiche come quelle di Chiara Lubich, pian piano si spengono. La gerarchia non si mette in discussione. Non si vedono movimenti nella direzione delle donne. Gli ultimi papi si sono adeguati: a parole e con le parole, tante erano le novità che sembravano arrivare dallo stesso pontificato di Giovanni Paolo II. Alla fine sono rimaste poco più che parole.

Chiediamo a Brunilde se si senta discriminata dalla Chiesa come pensatrice. Risposta: è così. La maggior parte delle donne si sente discriminata, ma non lo dice, forse per accettazione di questo sistema al maschile o per timore di non essere presa seriamente.

Quando mai sarà possibile abbandonare la tradizione per l’innovazione?

Quale dimensione ha la Chiesa?
La chiesa ha la dimensione delle relazioni interpersonali, dei legami fra gli uomini e le donne. Questa è la Chiesa, non la gerarchia, non i movimenti. Cosa rimane da fare? Solo l’amore resta: l’unica cosa che dà frutto è l’amore! È necessario rimanere in questa Chiesa senza cedere alla tentazione di abbandonarla perché stantia, vecchia, ottusa e chiusa. Anche per il gay credente che si sente costantemente messo alla porta, sarebbe un errore privarsi dell’incontro con Gesù per colpa dei “preti”.

Vai invece e affidati a tuo Padre, in primo banco, senza timore. Puoi essere tu il mezzo per convertire quel prete. Il signore ci vede per come siamo, conosce il nostro cuore, sa perché siamo così, quale sofferenza o quali motivazioni ci portano a fare le nostre scelte. Non certo l’uomo.

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