Famiglia e “famiglie”: incontro di cattolici a Milano, oltre le direttive ecclesiastiche

da Adista del 7 aprile 2012
di Vittorio Bellavite.

MILANO-ADISTA. «Famiglia e famiglie. Le relazioni svelano le famiglie» è stato il tema del consueto incontro annuale – a Milano lo scorso 17 marzo – promosso dal network di gruppi e movimenti che, negli ultimi dieci anni, ha affrontato alcuni dei più importanti nodi relativi alla riforma della Chiesa (Coordinamento 9 marzo, Il Graal, Gruppo Promozione Donna, Comunità ecclesiale di S. Angelo, Noi Siamo Chiesa, Preti operai della Lombardia, Centro Helder Camara, Rosa Bianca, Il Guado-credenti omosessuali). L’argomento di quest’anno non poteva che essere la famiglia, soprattutto perché a fine maggio a Milano si terrà il periodico incontro mondiale delle famiglie, alla presenza di Benedetto XVI. Da mesi, in città, non si parla di altro, il Vaticano ha chiesto alla diocesi un grande sforzo organizzativo e di accoglienza, ma il merito delle questioni sarà impostato solo centralmente e gli uffici competenti della diocesi non avranno nessuna reale possibilità di intervento.

Discussione e confronto franco e libero fra gli oltre 150 partecipanti. Teresa Ciccolini, del Gruppo Promozione Donna, introducendo l’incontro, ha subito liberato il campo da ansie e preoccupazioni di essere a tutti i costi “ortodossi”: è necessario un rovesciamento del tradizionale approccio a queste tematiche – ha detto – che devono essere affrontate non più in modo rigido, a partire da un approccio giuridico, e anche un po’ ideologico, ma considerando qual è la relazione che, nello specifico, si stabilisce nel rapporto di coppia e con gli altri componenti della famiglia, come i bambini e gli anziani. Come poi è stato raccontato da tre testimonianze molto coinvolgenti di tre donne – Francesca, Rosaria e Paola – che hanno raccontato il loro vissuto all’interno di coppie divorziate, lesbiche e risposate rispettivamente. E nel dibattito sono poi emerse una grande quantità di situazioni e di problemi reali e concreti: dalla domanda di maternità, alle famiglie omo che non hanno genitorialità; dalla tematica dell’affido, al rapporto con gli anziani in famiglia; dalle famiglie monogenitoriali, al rapporto tra famiglie che possono costituire tra di loro comunità; dal single che fa famiglia, alle stagioni della vita; dal problema dei corsi per i fidanzati, a come affrontare le crisi ed elaborare i lutti; dalla domanda se la famiglia sia veramente soggetto pastorale in quanto tale, alle violenze che talvolta si verificano in famiglia; dalla solidarietà intergenerazionale, al permanente problema del rapporto della Chiesa con le persone omosessuali.

La biblista Rosanna Virgili ha chiuso la mattinata, spiegando l’evoluzione della famiglia dall’Antico al Nuovo Testamento: dalla concezione “proprietaria” della struttura familiare nel primo Testamento, fino al rovesciamento completo di questa logica nel Vangelo, dove Gesù è contro il ripudio della donna e stabilisce che è l’amore il “fatto” teologico nella coppia.

Nel pomeriggio altre questioni, completamente diverse: famiglia e televisione, con la massmediologa Paola Abbiezzi che, dopo aver ricordato come la tv una volta fosse “focolare” per la famiglia mentre ora, con la segmentazione dell’offerta, la situazione è cambiata radicalmente, ha analizzato i serial televisivi in cui i modelli familiari proposti vengono spesso legittimati. Marco Zanchi ha raccontato un’indagine sul campo fatta nelle valli bergamasche, dove è stata rilevata la fragilità della famiglia e della coppia e dell’importanza di reti sociali di appoggio. Fulvio De Giorgi ha constatato l’aumento dei problemi, anche a causa della crisi economica, e soprattutto la complessità della relazione che è più forte del sacramento: può durare oltre la morte, ma può anche morire e, a questo proposito, le indicazioni pastorali sono del tutto insufficienti. Grazia Villa, presidente della Rosa Bianca, ha condotto un excursus dei problemi legislativi esistenti e della loro importanza, del modello di famiglia superato ma che resta nella struttura giuridica proposta dalla Chiesa, dei sussulti del patriarcato e della necessità di reti di autoaiuto per le donne.

I problemi aperti sono tanti e non possono essere affrontati con direttive ecclesiastiche calate dall’alto, ha concluso Teresa Ciccolini. E ha lanciato il prossimo appuntamento: il 19 maggio, alla vigilia dell’incontro mondiale delle famiglie, quando si cercherà di affrontare come la Chiesa possa pensare ad altri modi di intervento pastorale rispetto a quelli consueti che sono in palese difficoltà.

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