Gay cattolici : “la curia accolga le coppie di fatto”

martedì 27 settembre 2005 – Il Corriere del Veneto

Un appello alla Chiesa perchè dimostri apertura e accoglienza sul tema delle coppie di fatto. I gay cattolici scendono in campo e fanno sentire la loro voce. Da Padova, dove da 8 anni con la benedizione del vescovo Antonio Mattiazzo una quarantina di omosessuali si riuniscono nella parrocchia di Mortise e partecipano attivamente alla vita della comunità organizzando veglie di preghiera e ritiri spirituali, i gay cattolici si mobilitano. E invitano la Chiesa a evitare comportamenti di condanna e di chiusura.

« L’atteggiamento evangelico è la dimensione dell’accoglienza, tipica del Cristianesimo — sottolinea Luigi Pescina, uno dei fondatori del gruppo Emanuele di Padova — . La chiesa deve interpretare l’atteggiamento evangelico, fare coincidere di più il magistero con la vita pastorale e dimostrare apertura verso situazioni reali, che certo un documento vaticano non può cancellare. La chiesa è il popolo di Dio, rappresenta tutti, anche noi » . E il gruppo Emanuele segnala come « evangelico e corretto » nei confronti degli omosessuali, l’atteggiamento del vescovo di Padova Antonio Mattiazzo.

« L’attenzione che dovrebbe esprimere la Chiesa — sostiene Pescina — e l’accoglienza, anche se tacita, noi l’abbiamo sempre trovata nel vescovo di Padova » .

L’appello dei gay cattolici a discutere di coppie di fatto, diventerà anche un intervento i n uno dei prossimi numeri del settimanale diocesano « La Difesa del Popolo » . A metà ottobre il consiglio comunale di Padova affronterà in aula il tema dell’istituzione del Registro delle coppie di fatto. E la Curia padovana ha fatto sapere che ha avviato un approfondito dibattito interno, prima di intervenire ufficialmente sulla questione.Intanto ieri sera il coordinatore veneto di Arcigay Alessandro Zan, che è anche il primo firmatario, come consigliere Ds, della proposta del Registro delle coppie di fatto a Padova, ha incontrato il leader della Margherita Francesco Rutelli a Roma. « Prima delle elezioni, è necessario che la coalizione di centrosinistra arrivi a una posizione comune sulla questione delle coppie di fatto – dice Alessandro Zan – per noi l’unica soluzione praticabile è il Pacs. E’ bene capire che il Pacs è il risultato di una lunga e difficile mediazione, tenendo conto che nella vicina e cattolica Spagna è stato approvato il matrimonio omosessuale. Il Pacs diventa per l’Italia l’unica proposta che può trovare una condivisione, evitando spinte più estreme » .

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