Gay, il coming out fa bene alla salute: «Dichiararsi libera da stress e ansie»

da Repubblica.it del 30 gennaio 2013

Dichiararsi al mondo per quello che si è, senza nascondere il proprio orientamento sessuale, fa bene alla salute. In particolare quando si parla di gay, lesbiche e bisessuali, che quando fanno ‘coming out’ presentano livelli di ormoni dello stress più bassi e minori sintomi di ansia, depressione e burnout (logoramento psicofisico), rispetto a coloro che restano nell’ombra. Lo assicurano i ricercatori del Centro per gli studi sullo stress umano del Louis H. Lafontaine Hospital, affiliato con l’Università di Montreal, che hanno condotto un accurato studio sul tema.

Al centro della ricerca pubblicata sulla rivista Psychosomatic Medicine il cortisolo, l’ormone dello stress del nostro corpo. Quando si è tesi e preoccupati, e questo accade anche quando si deve nascondere la propria natura, il livello di cortisolo aumenta e contribuisce a creare il cosiddetto ‘carico allostatico’. L’obiettivo degli studiosi è stato capire “se la salute mentale e fisica di lesbiche, gay e bisessuali – spiega l’autore principale della ricerca Robert-Paul Juster – differisca da quella degli eterosessuali e, in caso affermativo, se fare ‘coming out’ migliori le condizioni psicofisiche”.

Il team di studiosi ha reclutato in tutto 87 uomini e donne in media di 25 anni di età di diversi orientamenti sessuali. Per valutare il carico allostatico di sciascuno, i ricercatori hanno misurato la presenza di sintomi psichiatrici, i livelli di cortisolo durante il giorno e una batteria di oltre venti marcatori biologici tramite esami di sangue, saliva e urine. “Studiando biomarcatori come insulina, glucosio, colesterolo, pressione sanguigna, adrenalina e infiammazione – continua Juster – si ottiene un indice del carico allostatico, che viene poi utilizzato per rilevare problemi di salute prima che si verifichino”.

Ebbene, dai risultati è emerso innanzitutto che gli uomini gay e bisessuali hanno sintomi depressivi e livelli di carico allostatico minori rispetto agli uomini eterosessuali. Ma, cosa ancora più interessante, lesbiche, gay e bisessuali “dichiarati” all’interno della famiglia e con gli amici presentano livelli ancora più bassi di sintomi psichiatrici e di cortisolo rispetto a coloro che si nascondono. “Questi risultati sono entusiasmanti – spiegano gli autori dello studio – e sottolineano il ruolo che l’autoaccettazione e la comunicazione della propria natura al mondo ha sulla salute e sul benessere psicologico. Avranno importanti implicazioni nei dibattiti politici in corso”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>