Giancarlo Cerrelli: «L’omosessualità è una malattia». Ed è polemica con l’Ordine degli psicologi

da The Huffington Post del 23 agosto 2013

di Francesco Lepore

“L’omosessualità è una malattia”. “È stata depennata dal manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali non per motivi scientifici”. “Come si sa, vi sono anche delle terapie, le terapie dette riparative per gli omosessuali”. Queste alcune delle motivazioni, che l’avvocato Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, ha addotto contro un’eventuale approvazione del ddl anti-omofobia. Le dichiarazioni sono state rilasciato nel corso della puntata di UnoMattina Estate, andata in onda il 20 agosto. Inevitabile la polemica, già divampata in studio, essendo noto che dal 17 maggio 1990 l’Oms ha depennato l’omosessualità dal novero delle malattie mentali.

A intervenire sull’argomento, essendo di sua stretta competenza, è stato in giornata Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, che in una nota ha dichiarato: “È gravissimo che i detrattori della legge antiomofobia ripropongano, tra le altre, l’idea che l’omosessualità sia una malattia da curare e, di conseguenza, che l’orientamento omosessuale sia da modificare, contraddicendo palesemente quanto, invece, da anni sostiene la comunità scientifica internazionale che, a ragione, ha da tempo rigettato le cosiddette terapie di conversione e riparative”.

Con esplicito riferimento alle dichiarazioni di Cerrelli, Palma ha aggiunto: “Affermare che l’omosessualità possa essere curata o che l’orientamento sessuale di una persona si debba modificare, come recentemente dichiarato dal vicepresidente Unione giuristi cattolici italiani, è una informazione scientificamente priva di fondamento e portatrice di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale ancora così fortemente radicato nella nostra società, come dimostrano, purtroppo, i sempre più diffusi fatti di cronaca”. Ha quindi concluso: “Ribadisco, se mai ce ne fosse bisogno che gli psicologi, secondo il Codice deontologico, non possono prestarsi ad alcuna ‘terapia riparativa’ dell’orientamento sessuale di una persona, bensì collaborare con i propri pazienti nel caso di disagi relativi alla sfera sessuale siano essi avvertiti dagli eterosessuali così come dagli omosessuali”.

La dichiarazione di Giuseppe Luigi Palma è stata accolta con plauso dagli esponenti della comunità lgbt. Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia, ha scritto in una nota che “il vizietto di confondere scienza e fede o, peggio, di far passare come scientifici pregiudizi sociali o religiosi costituisce un atto di indiscutibile disonestà che se compiuto da professionisti persino iscritti all’albo vanno segnalati come abuso e perseguiti come tali. Piuttosto c’è da chiedersi se non ci sia qualcosa di malato in tutte quelle persone che dedicano il loro tempo a insultare milioni di cittadini che chiedono solo dignità e uguaglianza nel diritto e nei diritti”. Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, ha invece invitato i parlamentari”ad ascoltare le parole di chi è titolato ad esprimere giudizi oggettivi e non dei gruppi che vogliono invece instillare l’odio e il pregiudizio, utilizzando strumentalmente una fede che invece propone amore e accoglienza”.

Leggi qui i commenti dei lettori del Huff Post e qui quelli degli utenti di YouTube (con la possibilità di vedere gli altri spezzoni della trasmissione).

Un pensiero su “Giancarlo Cerrelli: «L’omosessualità è una malattia». Ed è polemica con l’Ordine degli psicologi

  1. Si è davvero stanchi di questi ignobili personaggi che, colpevolmente, creano le condizioni per la sofferenza delle persone omosessuali, almeno da parte di quelle che non si trovano in una situazione di strutturazione sufficiente della loro personalità per reagire con indignazione: il recente suicidio del ragazzo quattordicenne riportato nei giornali ne è un esempio triste, in grado di riempire di dispiacere il cuore di chi abbia un minimo di sensibilità. Qualità, quest’ultima, che persone come il Savonarola di turno non sanno neppure dove stia di casa. Persone come questo novello censore dovrebbero essere punite a suon di sculaccioni, perché offendono l’intelligenza, ma soprattutto ledono la sacralità delle persone, chiamate innanzitutto ad essere libere. E’ una colpa, chiara, grave, ormai inaccettabile, da denunciare e da combattere. AlbertOne.

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