«Ho sbagliato». Dopo la sparata anti gay il card. George chiede scusa

da Adista del 21 gennaio 2012

CHICAGO-ADISTA. Ha fatto retromarcia e ha chiesto scusa l’arcivescovo di Chicago, card. Francis George, che in un’intervista al canale televisivo Fox Chicago Sunday aveva paragonato il movimento lgbt al Ku Klux Klan. «Non volete penso che il movimento gay si trasformi in qualcosa di simile al Ku Klux Klan, manifestando per le strade contro il cattolicesimo», aveva detto l’ex presidente della Conferenza episcopale statunitense, riferendosi alla manifestazione gay organizzata a Chicago per il giugno prossimo, il cui orario di partenza avrebbe potuto ostacolare lo svolgimento delle messe domenicali (questione presto risolta posticipando di due ore la partenza del corteo, v. Adista n. 1/12). «Sono veramente dispiaciuto per la sofferenza che le mie parole hanno causato», ha detto il 6 gennaio scorso tornando sull’argomento in un’intervista con il Chicago Tribune. «Tutti noi abbiamo amici o familiari omosessuali» e le «mie osservazioni hanno evidentemente ferito un buon numero di persone. Mi dispiace». «Ho parlato sull’onda della paura che nutro per la libertà della Chiesa e ho fatto un’analogia davvero inappropriata, me ne scuso. Non ho capito l’impatto che le mie parole avrebbero potuto avere… A volte la paura è una cattiva consigliera».

Scuse accolte da Chris Pett, presidente di Dignity Chicago, la sezione locale dell’associa-zione statunitense che difende il diritto degli omosessuali credenti ad essere accolti nella Chiesa cattolica: «Siamo grati del fatto che qualcuno, realizzando di aver sbagliato e causato dolore, cerchi perdono», ha commentato. Gli ha fatto eco Wayne Besen, direttore esecutivo di Truth Wins Out, l’organizzazione lgbt che il 23 dicembre aveva lanciato una petizione chiedendo le dimissioni del cardinale: «Avevamo chiesto le dimissioni, ma pensiamo che il rimorso sia comunque un passo positivo nella direzione giusta». «Speriamo che questo incidente possa migliorare i rapporti con la comunità lgbt». (ingrid colanicchia)

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