I temi etici «dividono». Parte del Pdl propone una moratoria legislativa

da Corriere della Sera del 21 luglio 2013

Una moratoria legislativa sui temi etici, «con particolare riferimento ai principi della tradizione, dalla vita alla famiglia naturale, alla libertà educativa». A proporla sono i deputati del Pdl Maurizio Lupi, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Maurizio Sacconi. Per i quattro bisognerebbe occuparsi dei problemi economici dell’Italia e non di altri temi detti «sensibili», quali i matrimoni gay e coppie di fatto, la legge sull’omofobia e il testamento biologico. «Nel momento in cui l’Italia affronta una straordinaria depressione civile, economica e sociale combinata con una persistente fragilità politico-istituzionale, appare necessario evitare l’introduzione di elementi divisivi nel senso comune del popolo con particolare riferimento ai principi della tradizione, dalla vita alla famiglia naturale, alla libertà educativa» scrivono a conclusione della Summer School di formazione politica «Sorrento 2013» organizzata dalla fondazione Costruiamo il Futuro.

UNA MORATORIA – I quattro parlamentari spiegano che «le iniziative legislative che ipotizzano una definizione di genere disancorata dal dato biologico, un reato anche per opinioni generali connesse al diritto naturale, diritti di coppia in contrasto con l’unicità del matrimonio, dividono la nazione. Per questa ragione proponiamo la moratoria legislativa su tutti i temi eticamente sensibili e, come tali, divisivi utilizzando questa legislatura per un approfondimento sereno su di essi alla ricerca di soluzioni largamente condivise che consolidino la base etica unitaria del nostro popolo. La stessa stabilità politica ne trarrà  vantaggio perché il formarsi di maggioranze variabili su principi fondamentali mette a rischio quella coesione che costituisce presupposto per le rilevanti decisioni che dovranno essere assunte in relazione alla grande crisi dell’economia e del lavoro».

GALAN – Ma immediato arriva lo stop di un altro esponente del Pdl. Il presidente della commissione cultura della Camera Giancarlo Galan secondo il quale non è il momento per parlare di moratorie. «È nostro dovere – spiega – trovare soluzioni, dare risposte, predisporre misure in grado di abbattere le barriere che quotidianamente incontrano i cittadini. Questo vale tanto in termini economici che civili. La nostra gente ci chiede passi avanti per il paese, ci chiede condizioni di vita migliori: ripresa economica, maggiori diritti». E conclude: «Dobbiamo riportare i nostri cittadini ad avere riconosciuti più diritti civili e personali nel proprio paese così che non debbano cercarli altrove. Non è tempo di moratorie, è tempo di riprendere un cammino di sviluppo».

CICCHITTO – Sulla proposta di moratoria interviene anche Fabrizio Cicchitto. «Nella definizione dell’agenda politica dei prossimi mesi occorre un grande buonsenso -afferma- già abbiamo di fronte una prima scadenza, drammatica e dagli esiti imprevedibili, che è quella del 30 luglio. Nel contempo dobbiamo affrontare la decisiva tematica della ripresa economica e delle riforme istituzionali. Allora, se si deve fare un salto di qualità sul terreno dei diritti civili e di libertà non vedo come lo si possa fare solo su alcuni temi – che come è noto dividono entrambi gli schieramenti – come ad esempio: la cittadinanza, le unioni civili, i matrimoni omosessuali e non su altri come la giustizia come la separazione delle carriere, la responsabilità civile dei giudici, il limite della custodia cautelare».

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