Il cardinale di Bologna contro il sindaco: «Matrimoni gay? Viene da piangere»

da La Repubblica del 1° luglio 2013

“Affermare che omo ed etero sono coppie equivalenti, che per la società e per i figli non fa differenza, è negare un’evidenza che a doverla spiegare vien da piangere. Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose”.

Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna.

Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna.

È la presa di posizione del cardinale di Bologna Carlo Caffarra alle parole del sindaco Virginio Merola (VIDEO) che sabato, durante il Pride, aveva auspicato il riconoscimento dei matrimoni e delle adozioni per le coppie gay. Un discorso, quello del sindaco, che come raccontato da Repubblica oggi in edicola ha fatto infuriare non solo la Curia ma anche l’anima cattolica del Partito democratico.

Merola: il mondo va in quella direzione. Su unioni e adozioni gay “non bisogna seguire logiche di appartenenza. Io esprimo solo la mia opinione” ed “è quella che il futuro va in quella direzione”. Il tono durissimo del cardinale “non stupisce” il sindaco. Riguardo a legami e adozioni gay “ci sono sensibilità diverse – dice il primo cittadino – nel mondo cattolico e in quello del centrosinistra. Io come sindaco e come cittadino ho una opinione e mi permetto di dirla”. Poi, aggiunge, “è chiaro che su certi temi va trovato il miglior accordo possibile”. Una cosa, però, è certa, chiarisce Merola, “su temi importanti come questi, tutto bisogna fare tranne seguire logiche di appartenenza a un partito o a una confessione religiosa. Io dico la mia opinione, poi è noto che è il Parlamento a legiferare”. Quanto ai toni di Caffarra: “ci sono altri temi sui quali siamo in perfetta sintonia”, la liquida Merola.

Le parole di Caffarra contro Merola “sono francamente eccessive e spropositate”, commenta il capogruppo Pd Francesco Critelli, perché “su certi temi si possono avere opinioni diverse ma ci vuole rispetto e la posizione durissima del cardinale non va in questa direzione”. Quelle parole, poi, “sorprendono perché arrivano da una persona di buonsenso e ragionevole come il cardinale”.

La pensa diversamente il democratico cattolico Tommaso Petrella: “Quella di Caffarra è la posizione del Papa, non si può pretendere che dica cose diverse”, e comunque “anche la posizione del Pd è quella di andare verso le unioni civili e non verso le adozioni”. Forse, ipotizza, “la presenza di tante persone, sabato, ha spinto il sindaco ad andare oltre le posizioni del partito”.

L’Arcigay ringrazia i sindaci. Dal presidente dell’Arcigay arriva un ringraziamento a Merola: Flavio Romani ha scritto ai sindaci che hanno partecipato ai Pride – a Merola, a Giuliano Pisapia (Milano), Luigi De Magistris (Napoli), Leoluca Orlando (Palermo), Enzo Bianco (Catania), Massimo Zedda (Cagliari) e Achille Variati (Vicenza) – per esprimere la gratitudine dell’associazione. La presenza dei sindaci “al nostro fianco nell’evento di maggiore mobilitazione e visibilità per le persone gay, lesbiche e trans – afferma Romani – non è un dato scontato in questa Italia dove le istituzioni spesso si nascondono”. La sempre maggiore partecipazione all’evento è un segnale che “non può e non deve rimanere inascoltato da parte di chi, in Parlamento, ancora fatica a comprendere la necessità e l’urgenza di leggi che combattano la violenza e portino alla piena uguaglianza per le persone gay, lesbiche e trans, e che in definitiva cancellino la vergogna di un’Italia tristemente e inesorabilmente fanalino di coda fra le democrazie occidentali”.

Grillini: Caffarra se la prenda anche con Obama. “Caffarra sui matrimoni gay se la dovrebbe prendere anche con Obama, con la Corte Suprema Usa, con Cameron, con Hollande, con Zapatero, con i portoghesi, gli olandesi, gli svizzeri, gli svedesi, i danesi (che sono stati addirittura i primi nel lontano ’89), con gli argentini della Kirchner, con i Wilma Youssef, con gli uruguaiani, i neozelandesi, ecc (abbiamo perso il conto) e infine con la nostra Corte Costituzionale e la Cassazione che ha detto che e’ radicalmente superata l’idea che si possono sposare solo un uomo e una donna. Se la dovrebbe prendere anche con il popolo di quattro Stati americani più gli svizzeri, che hanno detto sì con un referendum perché la novità, caro Caffarra, è che la maggioranza del popolo ormai è d’accordo con il matrimonio egualitario”. Lo afferma Franco Grillini, presidente GayNet e consigliere regionale dell’Emilia-Romagna. “Caffarra – aggiunge Grillini – faccia il pastore di anime anzichè intromettersi nella vita degli altri insultando e insolentendo milioni di persone della comunità lgbt che spesso sono pure cattolici. Caffarra piange? Si ricordi che la chiesa cattolica ha fatto piangere le persone lgbt per 2000 anni massacrandole sui roghi una volta reali ed ora virtuali. La storia siamo noi, caro cardinale, voi siete antistorici, antimoderni e ormai minoranza. Potete pensarla come volete, ma, se dio vuole, non potete più imporre alla maggioranza di non credenti o di altre religioni la vostra religione per legge”.

Barbati (Idv): “Anch’io piango, ma per diritti negati”. “Come il cardinale Caffarra, fa piangere anche me pensare che in Italia non ci sia ancora l’opportunità per tanti di noi di vedere riconosciuti i propri diritti” dichiara Liana Barbati, Presidente del gruppo assembleare Italia dei Valori. “Dico un sì convinto ai matrimoni gay ma non posso accettare l’idea che sia l’unica strada per tutelarsi. Sposarsi dovrebbe essere, per tutti, sempre una libera scelta e non la sola possibilità di proteggere il proprio compagno” spiega Barbati, responsabile nazionale Idv per i diritti civili.

Cathy La Torre (Sel): bene le parole del sindaco.  Nel suo intervento in Consiglio Comunale la consigliera comunale Cathy La Torre di Sel ha difeso la posizione del sindaco sui gay e sul corteo: “Alcune persone sono gay, lesbiche e transessuali: fatevene una ragione. La natura ha creato anche gli omosessuali le lesbiche e le persone transessuali! Per la comunità LGBT i Pride non sono manifestazioni simboliche, né un’occasione per festeggiare battaglie vinte, ma una giornata (l’ennesima!) per rivendicare la propria esistenza e la pienezza dei diritti di cittadinanza per tutti e tutte”. Poi ha attaccato la classe politica e il suo immobilismo: “Le persone LGBT non sono più disposte a subire l’immobilismo della politica. Non si può più accettare che l’Italia sia tenuta – da una politica miope e perennemente lontana dalla società che vorrebbe rappresentare – ai margini di un contesto europeo che invece in termini di diritti civili ha già fatto passi da gigante bruciando tappe, esaudendo desideri, scaldando i cuori”. Pur riconoscendo che qualcosa sta cambiando sollecita uno scatto in avanti da parte del legislatore, apprezzando le parole di Merola sulle adozioni: “Chiediamo oggi che anche il Consiglio Comunale di Bologna si esprima esortando il Parlamento a legiferare in materia di: matrimoni, adozioni e riconoscimento della genitorialità delle coppie LGBT; riconoscimento di una tutela specifica contro i reati generati da omofobia e transfobia; la modifica della legge sul cambiamento di sesso che riconosca alla persone transessuali il diritto all’identità di genere percepita anche in assenza della modifica chirurgica del sesso”.

Il Pdl di Bologna contro il sindaco. Il consigliere Patrizio Gattuso si dice “convinto che certe distanze per etica e valutazioni sociali restino”. Il capogruppo del Pdl Michele Facci invece, risponde direttamente al collega del Pd, Francesco Critelli: “se c’è qualcosa di fuori luogo sono le parole del sindaco su unioni e adozioni, tra l’altro offensive rispetto alla stragrande maggioranza dei cittadini che sul punto hanno una opinione differente”. Da un primo cittadino, aggiunge “ci si aspettano parole di equilibrio e di rispetto nei confronti di tutta la città”. Sulla stessa linea, Lorenzo Tomassini, convinto che le dichiarazioni di Merola, “sono le parole del cittadino Virginio Merola e non quelle di un sindaco. Atteso che, oltre a noi, anche la maggioranza che lo sostiene non si trova d’accordo sull’adozione da parte di coppie gay”. A volte, affonda il consigliere, “prima di parlare per compiacere la platea bisognerebbe pensare a quello che si dice e agli effetti sulla cittadinanza”.  Arriva da Facebook il commento di Valentina Castaldini, presidente della commissione affari istituzionali di Palazzo d’Accursio: “non si può non condividere la dichiarazione del Cardinale Caffara, si confondono i desideri con i diritti, e soprattutto non si parla del diritto naturale di ogni bimbo ad avere un padre ed una madre”, attacca. Sempre dal social network parla anche Marco Lisei, consigliere comunale e portavoce del coordinamento cittadino del Pdl, che spiega di aver votato contro la discussione di due odg (su unioni e adozioni gay) oggi in aula. Per il consigliere, “non c’è l’urgenza, con tutti i problemi che abbiamo, e non compete al consiglio” legiferare su questi argomenti. Lisei ribadisce di essere “contrario al matrimonio, ma non ad aprire una discussione sul riconoscimento alcuni diritti che non passano certo dalle adozioni”. Detto questo, conclude,  l’omosessualità non è quella grottesca rappresentazione offerta dalle potenti lobby che stanno guidando l’opinione pubblica per scardinare il nostro sistema giuridico” e non è nemmeno “quella che la sinistra vuole comprarsi con finanziamenti ed immobili gratuiti come accade per il Cassero”. L’omosessualità è “una forma di amore fra persone che non deve essere ridicolizzata in piazza con gonnelle e boa di struzzo”, chiosa Lisei.

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