Il papa contro i matrimoni gay: «L’uomo non sceglie la sua natura»

da Corriere.it del 21 dicembre 2012

di Gian Guido Vecchi

Il tono è drammatico, «l’uomo contesta la propria natura, ormai è solo spirito e volontà», tanto che nel mondo contemporaneo «non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: maschio e femmina Egli li creò», si compie la stessa «manipolazione della natura che oggi deploriamo per quanto riguarda l’ambiente». Benedetto XVI parla alla Curia nel tradizionale incontro di fine anno prima di Natale, ignora la vicenda Vatileaks — non una parola né un accenno, anche se è attesa nel fine settimana la grazia al «corvo» Paolo Gabriele — e piuttosto incentra il suo discorso sulla famiglia («non si tratta soltanto di una determinata forma sociale, ma della questione dell’uomo stesso») e anzi sull’«attentato all’autentica forma della famiglia — costituita da padre, madre e figlio — al quale oggi ci troviamo esposti». L’Osservatore Romano, nell’editoriale del direttore Giovanni Maria Vian, lo definisce «uno dei discorsi più importanti del pontificato».

 «LOTTA» POLITICA – Quella del Papa è una riflessione dura nella quale ricorre per quattro volte la parola «lotta» («per la famiglia», «per l’uomo», «etica», «per il giusto modo di essere persona umana») e si conclude con un appello all’impegno politico: «Nel dialogo con lo Stato e con la società, la Chiesa certamente non ha soluzioni pronte per le singole questioni. Insieme con le altre forze sociali, essa lotterà per le risposte che maggiormente corrispondano alla giusta misura dell’essere umano. Ciò che essa ha individuato come valori fondamentali, costitutivi e non negoziabili dell’esistenza umana, lo deve difendere con la massima chiarezza. Deve fare tutto il possibile per creare una convinzione che poi possa tradursi in azione politica».

NOZZE GAY — Benedetto XVI non parla esplicitamente di nozze gay o di adozioni a coppie omosessuali. Risale al fondamento, «chi difende Dio, difende l’uomo». Però il suo discorso si sviluppa in dialogo con «il trattato accuratamente documentato e profondamente toccante» scritto dal «Gran Rabbino di Francia, Gilles Bernheim»: e cioè il memorandum di 25 pagine che il rabbino ha inviato al premier francese Jean-Marc Ayrault per contestare il progetto di legge “marriage pour tous” che legalizza i matrimoni omosessuali e l’«omogenitorialità». Il testo di Bernheim «giunge a una dimensione ancora più profonda» in tema di «attacco» alla famiglia, dice il pontefice: «Egli cita l’affermazione, diventata famosa, di Simone de Beauvoir: “Donna non si nasce, lo si diventa”. In queste parole è dato il fondamento di ciò che oggi, sotto il lemma “gender”, viene presentato come nuova filosofia della sessualità. Il sesso, secondo tale filosofia, non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi».

DIGNITÀ DEI FIGLI – Per il Papa «è evidente» la «profonda erroneità» della teoria di genere e «della rivoluzione antropologica in essa soggiacente». Così l’essere umano arriva a «negare la propria natura», la «dualità essenziale» di maschio e femmina, esiste solo un «uomo astratto» che «sceglie autonomamente qualcosa come sua natura». Ed è questo il punto, avverte il Papa: «Se, però, non esiste la dualità di maschio e femmina come dato della creazione, allora non esiste neppure più la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione». E ad andarci di mezzo sono pure i figli: «In tal caso, anche la prole ha perso il luogo che finora le spettava e la particolare dignità che le è propria». Benedetto XVI cita ancora il gran rabbino di Francia: «Bernheim mostra come essa, da soggetto giuridico a sé stante, diventi ora necessariamente un oggetto, a cui si ha diritto e che, come oggetto di un diritto, ci si può procurare».

LE REAZIONI – Dalla comunità omosessuale italiana piovono critiche, «in Vaticano sono alcuni anni che per contrastare la conquista dei diritti civili per gli omosessuali si utilizza ogni tanto la questione della teoria del gender», dice Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia. E Franco Grillini, presidente di Gaynet: «Sospettiamo che l’obiettivo vero di Ratzinger sia la divisione in ruoli prefissati tra uomo e donna, dove al maschio spetta quel potere che la gerontocrazia maschilista vaticana esprime così bene».

ALLEANZA TRA FEDI – Ma c’è di più. Nel parlare di «dialogo fra le religioni», un dialogo da perseguire senza timori («Non siamo noi a possedere la verità, ma è essa a possedere noi»), il Papa sembra invocare un impegno comune delle fedi, «una lotta per il giusto modo di essere della persona umana». E dice: «La Chiesa rappresenta la memoria dell’essere uomini di fronte a una civiltà dell’oblio, che ormai conosce soltanto se stessa e il proprio criterio di misura».

– – – – – – – – –

Alla luce del discorso di Benedetto XVI alla curia in cui il papa ha sostenuto che il matrimonio gay è un attentato all’umanità portando argomenti molto “eccentrici”, Gianni Geraci, portavoce del gruppo «Il guado» di Milano, gli ha scritto un’altra lettera aperta per chiarire alcune cose sbagliate che ci sono nel suo discorso.
La trovate qui sotto e, come sempre, nel blog del Guado:
Mi rendo conto di correr il rischio di apparire petulante, ma, a distanza di una settimana dalla mia ultima lettera aperta, sono costretto a scriverLe ancora.
Lo faccio dopo aver letto il testo del Suo discorso alla Curia romana in cui è tornato a parlare a sproposito dei matrimoni omosessuali.
Non so chi le spiega certe cose, ma se non gliel’hanno detto i suoi collaboratori, qualcuno deve pur spiegarglielo che l’identità sessuale è una cosa, mentre l’orientamento sessuale è un’altra cosa.
La frase di Simone de Bevoir che lei ha citato nel suo discorso ha senz’altro a che fare con l’identità sessuale, ma non c’entra niente con l’orientamento sessuale e, tanto meno, c’entra con il riconoscimento delle unioni tra le persone dello stesso sesso.
Analogamente, non entro nel merito della sua affermazione che parla di «profonda erroneità» che porta l’uomo a negare «di avere una natura precostituita dalla sua corporeità», ma mi permetto di farle notare che anche questa frase non ha niente a che fare con l’orientamento omosessuale, visto che gli omosessuali non hanno nessun problema a identificarsi con il genere che emerge dalle loro caratteristiche fisiche.
Quando parla di questi argomenti, Santità, non si accorge di confondere le persone transessuali (che sì, hanno dei problemi a identificarsi con il genere che emerge dalla loro corporeità) con le persone omosessuali (che non hanno nessun problema da questo punto vista, ma che, invece, per motivi misteriosi, a differenza della maggioranza eterosessuale, sono attratti dalle persone del loro stesso genere).
Se, al posto di ascoltare gli esperti che la consigliano, ascoltasse le persone omosessuali e le persone transessuali, si troverebbe di fronte a situazioni ben curiose, come quella di un mio amico che, quando era uomo, aveva dei grossi problemi nell’identificarsi con il suo corpo maschile, ma che non ha mai avuto dubbi sul fatto di essere attratto dalle donne, tant’è che quando è diventata una donna ha continuato a cercare una donna con cui costruire una relazione di coppia.
Vede, Santità, tra i tanti drammi che vivono le persone omosessuali uno dei più grandi è quello di trovarsi sistematicamente di fronte a persone che parlano “di loro” senza aver mai parlato “con loro” dicendo cose che non hanno niente a che fare con le esperienze che vivono.
Ed è davvero un peccato che tra queste persone, da qualche tempo a questa parte, ci sia anche Lei.
Gianni Geraci (portavoce Gruppo del Guado)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>