Insegnante espulso dall’Eritrea perché omosessuale

da La Repubblica dell’11 maggio 2013

Paolo Mannina, insegnante di lettere nella scuola italiana dell’Asmara, è stato espulso dall’Eritrea a causa della sua omosessualità. Mannina è stato invitato a lasciare il paese nel giro di poche ore e licenziato in tronco dal ministero degli Esteri. Il docente palermitano, attivo anche nel cinema e nel teatro, aveva conseguito un master in Teoria e progettazione didattica dell’italiano come lingua straniera presso la Scuola di lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo, che solleva il caso ed esprime tutta la sua solidarietà all’insegnante.

Paolo Mannina

“Sono stato costretto a vivere nascosto per circa una settimana, a non frequentare luoghi pubblici, a stare sempre in compagnia di qualcuno, perché rischiavo di essere prelevato dalle autorità militari eritree e sbattuto in carcere” racconta Mannina. In Eritrea, dove Mannina lavorava dal 6 marzo con regolare contratto come docente di Lettere presso l’Istituto Omnicomprensivo di Asmara, l’omosessualità è infatti punita ed è punibile dai 3 ai 10 anni di prigione. “Nessuno poteva garantirmi che questo non sarebbe accaduto, visto che avevo ricevuto un mandato di espulsione entro 48 ore, con una proroga successiva di una settimana, a seguito delle trattative diplomatiche. L’ambasciata, preoccupata di salvaguardare la mia incolumità, si è premurata ad avvertirmi che una volta scaduto l’ultimatum mi sarei dovuto preparare ‘al peggio’. Immaginatevi lo stato di prostrazione, di stress emotivo e di paura in cui ho versato notte e giorno per una settimana. Mi sono dovuto pure pagare il volo di ritorno da Asmara in Italia e, una volta tornato nel mio Paese, mi sono ritrovato senza lavoro”.

Tutto questo è avvenuto senza ricevere una motivazione ufficiale della sua espulsione, senza aver mai violato una la legge eritrea e senza aver mai assunto un comportamento scorretto in ambito scolastico o extrascolastico. Ma le autorità eritree sono venute a conoscenza del suo matrimonio, contratto in Spagna nel 2008 con Pablo, un ragazzo cileno del suo stesso sesso, e questo è bastato per definirlo un “individuo pericoloso e potenzialmente destabilizzatore dell’ordine morale e pubblico del Paese”, così come è stato riportato dall’ambasciatore italiano in Eritrea dopo aver ottenuto questa spiegazione in via ufficiosa. Tra l’altro nell’accordo tecnico sullo status delle scuole italiana in Asmara e del loro personale non viene menzionato l’orientamento sessuale come elemento per l’attribuzione di un incarico lavorativo presso la scuola italiana in Eritrea.

Per questa ragione l’associazione radicale Certi diritti ha già presentato un esposto al ministero degli Esteri, al ministero degli Interni ed all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, per la violazione dei diritti umani e civili subita dal docente palermitano. “Lo Stato Italiano, ossia il ministero degli Esteri per il quale stavo lavorando come docente, fino a questo momento non mi ha proposto nessuna soluzione alternativa che mi ripaghi, quanto meno, del danno materiale subito – conclude Mannina. – Sono stato licenziato in tronco dopo la mia espulsione, nonostante io fossi sotto contratto fino al 30 giugno con il ministero. L’Eritrea mi espelle e cosa fa l’Italia per proteggere i miei diritti lavorativi?”

Per manifestare concretamente a Paolo Mannina la sua vicinanza, la Scuola di lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo ha deciso di fargli aprire il prossimo 31 maggio la Summer School “Differenze e identità plurali”, organizzata dal dipartimento di Scienze Umanistiche in vista del Gay Pride nazionale di Palermo.

La Farnesina. Sul caso interviene il ministero degli Esteri che sottolinea: “Della vicenda era stato dalla Farnesina informato anche il ministero dell’Istruzione per cercare di individuare una soluzione. Purtroppo, non essendo il prof. Mannina un docente di ruolo, le possibilità di un suo ricollocamento all’estero sono subordinate alle graduatorie dei singoli istituti scolastici. La Farnesina ha comunque già sensibilizzato i dirigenti scolastici in Spagna. Sia l’ambasciata che il ministero degli Esteri hanno fornito immediata assistenza all’interessato al suo rientro in Italia. L’interruzione del rapporto non è imputabile al ministero degli Esteri, bensì ad un non gradimento delle autorità locali. L’Ambasciatore eritreo è stato convocato alla Farnesina, e gli sono state rappresentate le nostre argomentazioni a tutela del professore. Da parte eritrea è stato fatto presente che qualsiasi straniero presente sul territorio eritreo ha l’obbligo di rispettare gli usi ed i costumi locali e, a maggior ragione, le disposizioni di legge; e che in Eritrea i rapporti omosessuali sono reati. Il professore notevolmente provato dal punto di vista psicologico ha deciso lui di rientrare in Italia”.

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