La «cura gay» che non guarirà il Brasile

da Contronotizia del 23 giugno 2013

Le manifestazioni che dilagano da giorni in Brasile sono animate da un comune e forte desiderio di ripulire il paese dalla corruzione, dalla pretesa di trasparenza sulla gestione dei soldi destinati all’organizzazione dei mega eventi sportivi e dalla volontà di ridare dignità alla popolazione, stanca di avere un paese che promette ma non compie. Tra i vari motivi che hanno portato il popolo brasiliano a dire basta ce n’è uno che grida vendetta e che passa in secondo piano, almeno qui in Europa. E che basterebbe, da solo, a far scendere in piazza l’intero paese.

Marco Feliciano

Marco Feliciano

Si tratta dell’elezione di Marco Feliciano alla presidenza della Commissione per i Diritti Umani e Minoranze (CDHM). Feliciano è un pastore evangelico, eletto deputato del Partito Social Cristiano nel 2010. Da marzo 2013 è alla presidenza del CDHM.

In Brasile Feliciano è un personaggio molto noto, più volte balzato agli onori della cronaca per le sue posizioni omofobe e razziste. Attualmente peraltro è indagato per furto con l’accusa di aver ricevuto 13 mila reais (equivalente a 4400 euro) per realizzare una messa alla quale non si è presentato.  Il discredito di cui gode è talmente alto che addirittura in Argentina centinaia di persone hanno manifestato contro la sua nomina davanti all’ambasciata. L’elenco delle frasi sconcertanti pronunciate dal pastore evangelico è lungo. Eccone alcune “perle”: “I sentimenti malsani che legano gli omosessuali portano all’odio, alla criminalità e al rifiuto”, o ancora, “Quando le persone sono incoraggiate a liberare i propri istinti e a legarsi a persone dello stesso sesso, distruggono la famiglia, e così creano una società dove esistono solo omosessuali. Questa società è destinata a sparire, dato che non può mettere al mondo dei figli”. Frasi come queste ed altre offensive verso la comunità nera (“un negro è un negro e non può cambiare”) sono incompatibili con chi ha l’onere di presiedere alla commissione per i Diritti Umani.

«Lo Stato è laico. No allo statuto del nascituro, no alla cura gay, no a Marco Feliciano».

Fa poi impressione una sua dichiarazione fatta durante un culto religioso,  in merito alla morte del cantante John Lennon. Chesecondo il pastore sarebbe stato punito e ucciso da Dio per aver detto che “I Beatles sono più popolari di Gesù Cristo”. Feliciano ha sostenuto che la sua uccisione sia stata una “vendetta divina”, aggiungendo: “Vorrei essere stato là il giorno che è morto. Avrei alzato il lenzuolo che lo ricopriva e gli avrei detto: perdonami John, ma questo primo sparo è nel nome del Padre, quest’altro nel nome del Figlio e questo nel nome dello Spirito Santo”.

È evidente quindi come l’elezione di Marco Feliciano continui a sollevare proteste in tutto il paese. Feliciano, recentemente, ha così commentato il moto di sollevazione popolare suscitata dalla sua nomina: “Tutto questo clamore perché, per la prima volta nella storia del Paese, un pastore pieno dello Spirito Santo ha conquistato un ruolo ed uno spazio che fino a ieri era dominato da Satana” Lo stesso Satana, dominerebbe, secondo Feliciano, tutti gli attivisti che fanno parte dell’Associazione Lesbiche, Gay, Bissessuali e Transessuali del Brasile.

Tuttavia la notizia che fa accapponare la pelle e solleva non poche preoccupazioni nel mondo politico brasiliano e non solo è la famosa “cura gay” proposta da Marco Feliciano. La Commissione per i Diritti Umani della Camera ha infatti approvato il 18 giugno scorso un testo di legge che permette agli psicologi di “curare” l’omosessualità. La proposta dovrà superare il vaglio di altre due commissioni prima di arrivare in aula .per la discussione ed eventuale approvazione definitiva.

Manifestazione del 21 giugno 2013 a San Paolo contro la cura dei gay.

Manifestazione del 21 giugno 2013 a San Paolo contro la proposta di legge sulla «cura dei gay».

Se si pensa che il 17 maggio del 1990 l’Oms escluse l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, questo progetto riporterebbe il Brasile indietro di vent’anni. L’autore del testo del progetto, il deputato Anderson Ferreira (PR-PE), ha affermato che il progetto “costituisce una difesa della libertà nell’esercizio della professione e della facoltà di ciascun individuo di scegliere un professionista che tratti delle questioni private e personali”.

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«Sono evangelica, sono donna e soprattuto sono un essere umano. E Marco Feliciano non mi rappresenta».

Intanto il Movimento Nazionale brasiliano per i Diritti Umani ha minacciato di portare il caso di fronte all’Organizzazione degli Stati Americani (Osa) e all’Onu, poiché secondo loro Feliciano non può certo essere ascritto alla categoria dei difensori dei diritti umani.

Certo che di nodi al pettine ne stanno venendo fuori in Brasile, così come stanno emergendo  le forti contraddizioni che lo hanno da sempre caratterizzato. La settima potenza mondiale pare non avere basi solide sulle quali fondare uno sviluppo equilibrato. In un paese che non poco tempo fa ha autorizzato i matrimoni gay, la nomina di una figura come Feliciano appare oltremodo politicamente paradossale. Ma soprattutto un pugno in faccia ad una minoranza che tanto piccola non è, considerando che il Brasile conta quasi 200 milioni di abitanti.

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