La Curia di Milano: «Nessun “no” all’organizzazione a Milano delle veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia».


12 maggio 2012, da Gionata News (via e-mail)

In merito alle veglie per le vittime dell’omofobia che si terranno dal 13 al 30 maggio prossimi, l’arcidiocesi di Milano in comunicato stampa emesso nella serata dell’11 maggio 2012, e ripreso dalle agenzie stampa nazionali, ha ribadito: «Nessun “imbarazzo”, nessun “divieto”, nessun “no” all’organizzazione a Milano delle veglie di preghiera per le vittime della violenza dell’omofobia e’ mai stato espresso dalla Curia Arcivescovile di Milano».

«L’indicazione data dalla Curia – ed oggi ribadita – è che la veglia di preghiera – che sempre si celebrava in una parrocchia della città – si tenga anche per quest’anno», spiega il comunicato. «Quando mi è stata formulata la richiesta – spiega mons. Erminio De Scalzi, vicario episcopale della Diocesi ambrosiana per la città di Milano – ho solo espresso il consiglio di tenere questo incontro nelle settimane successive, quando le parrocchie saranno meno impegnate dalle celebrazioni del VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Da allora non ho più avuto contatti con i richiedenti».

La decisione di mons. Erminio De Scalzi d’incontrare in Curia, nella mattinata di sabato 12 maggio, Gianni Geraci, portavoce del gruppo di credenti omosessuali  «Il guado» di Milano, per un incontro chiarificatore sulla veglia di Milano è stata accolta positivamente.

L’auspicio è che la Curia milanese saprà «con quella sollecitudine pastorale che è sempre stato il suo tratto distintivo trovare un chiesa milanese non parrocchiale, e perciò non coinvolta a Milano nelle celebrazioni del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, dove poter far celebrare ai cristiani omosessuali milanesi la veglia di preghiera per ricordare le troppe vittime della violenza dell’omofobia, in comunione con le altre 22 veglie in corso in Italia e Spagna sino al 30 maggio».

si veda anche l’articolo su Gionata.org «Il veto alla Veglia dell’arcivescovo di Milano. Scola si pente con i gay»

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