La vedova di un ex vescovo argentino chiede a papa Francesco di rendere il celibato opzionale

da Il Dialogo del 29 aprile 2013

da Associated Press (in traduzione dall’inglese)

BUENOS AIRES, Argentina. Si sposta su una sedia a rotelle e porta con sé il peso dei suoi 87 anni, ma Clelia Luro è abbastanza in forze da richiamare l’attenzione della Chiesa Cattolica Romana sulla sua campagna per l’abolizione del celibato presbiteriale.
Questa donna, la cui relazione e matrimonio con un vescovo argentino furono di scandalo negli anni ’60, è talmente vicina a papa Francesco che lui usava telefonarle ogni domenica quando era a capo della conferenza episcopale argentina.
La Luro è convinta che lui guiderà la chiesa universale verso la fine del celibato obbligatorio, dettame che a sua detta “il mondo non comprende più”. Ritiene infatti che questo porti ad una carenza di preti e che possa portare molti cattolici che non praticano più a ritornare alla chiesa.
“Credo che a breve il celibato diverrà opzionale”, ha dichiarato la Luro in una intervista alla Associated Press nella sua casa di Buenos Aires, dopo aver inviato una lettera aperta al papa illustrando le sue posizioni. “Sono certa che Francesco porrà rimedio”.
Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e altri papi prima di loro, hanno proibito ogni discussione aperta sul cambiamento della norma celibataria, e Francesco non ha fatto cenno all’argomento dalla sua elezione del mese scorso.
“Non vedo come questo argomento possa essere una priorità per lui”, tuona il Rev. Robert Gahl, teologo morale dell’Opus Dei alla Pontificia Università della Santa Croce a Roma.
Ma, quando era ancora Cardinale, Jorge Mario Bergoglio ha affrontato il tema del celibato con modalità che hanno portato molti a pensare che il tempo del cambiamento fosse arrivato.
Nel suo libro “In cielo e in terra”, pubblicato lo scorso anno, Bergoglio afferma: “Al momento sono a favore del mantenimento del celibato, con i suoi pro e i suoi contro, poiché contiamo su oltre dieci secoli di esperienze positive, certamente superiori ai fallimenti”. Ma ha aggiunto: “E’ una questione di disciplina, non di fede. Potrebbe cambiare.” Ha inoltre specificato che nella Chiesa Cattolica di Rito Orientale, in cui il celibato è facoltativo, esistono ottimi preti.
“Nel caso ipotetico che la chiesa decidesse di rivedere questa norma … sarebbe per ragioni culturali, come nel caso della chiesa orientale in cui vengono ordinati uomini sposati”, ha chiosato papa Francesco. Le conversazioni con Jorge Bergoglio sono state ripubblicate lo scorso mese dai suoi biografi autorizzati, Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti.
La Luro e suo marito – l’ex vescovo di Avellaneda, Jeronimo Podesta – sono stati osteggiati dalla chiesa per molti anni, ma lei afferma che Bergoglio non ha esitato ad andarli a trovare quando Podesta si trovava in punto di morte in ospedale nel 2000. Erano talmente amici che Bergoglio le ha telefonato ogni domenica per 12 anni, e spesso discutevano nelle loro conversazioni private riguardo al celibato, come di ogni altro argomento.
Clelia Luro

Clelia Luro

La Luro ritiene oggi che l’elezione di un cardinale gesuita, esterno al Vaticano, impegnato nella diffusione della chiesa universale e nel riaffermare la sua vicinanza ai poveri, dimostra la volontà di intraprendere profondi cambiamenti per fermare l’esodo dei fedeli.
Il Rev. Thomas Reese, prete gesuita e analista vaticano alla Georgetown University, ha dichiarato che già sarebbe un primo passo se Francesco affermasse che si può dibattere l’argomento.
“Il Vaticano sotto la guida di Giovanni Paolo e Benedetto ha tenuto alcuni argomenti fuori dalla pubblica discussione, e se un vescovo ci avesse provato si sarebbe trovato nei guai. Questo fa parte di un problema più ampio: quanto spazio papa Francesco lascerà alla discussione aperta nella chiesa”, afferma Reese.
“Questa sarebbe esattamente il tipo di discussione aperta che al Vaticano non piace. L’idea è che non bisogna confondere i bambini con dei genitori che litigano”.
Il canone 277 del Codice di Diritto Canonico recita: “I chierici sono tenuti all’obbligo di osservare la continenza perfetta e perpetua per il regno dei cieli, perciò sono vincolati al celibato, che è dono particolare di Dio mediante il quale i ministri sacri possono aderire più facilmente a Cristo con cuore indiviso e sono messi in grado di dedicarsi più liberamente al servizio di Dio e degli uomini”.
Ma il celibato non è un dogma, “una legge di origine divina”, ma una tradizione della chiesa Cattolica Romana. Il dogma non può cambiare, ma le tradizioni possono.
“Siamo speranzosi che Francesco possa cambiare questa disciplina”, ha detto Guillermo Schefer, ex prete che, insieme a sua moglie Natalia Bertoldi, è vice presidente della Federazione Latino Americana dei Preti Sposati. “E’ importante che i preti possano optare per una vita matrimoniale e familiare. Li aiuterebbe ad essere più vicini alla gente”.
Nel rito Cattolico Orientale, i seminaristi che sono già sposati possono essere ordinati preti in un secondo momento. Alcuni preti anglicani sposati si sono convertiti al Cattolicesimo Romano, ed alcuni vedovi con famiglia sono successivamente diventati preti.
Ma, come specifica Gahl, la tradizione Cattolica Romana non permette agli uomini che hanno già “sposato la chiesa” di sposarsi in seguito con una donna. Ciò creerebbe un cuore indiviso, un impegno meno efficace, e andrebbe contro quello che Francesco affermava prima di diventare papa riguardo alla necessità che i preti rinuncino ai piaceri terreni per predicare il vangelo.
“Ha detto queste cose praticamente ogni mattina in Vaticano”, dice Gahl. I fautori del celibato facoltativo affermano che il presbiterato è troppo duro, perché non renderlo più facile? Ma ciò che il papa dice è: “Se fai questo sacrificio, ricaverai grande gioia”.
Coloro che sono contrati al cambiamento affermano che il celibato produce ulteriori benefici, non da ultimi quelli finanziari: immaginate tutti i 400.000 preti cattolici romani avessero una famiglia, presumibilmente numerosa viste le posizioni della chiesa sulla contraccezione. Improvvisamente stipendi relativamente bassi dovrebbero aumentare esponenzialmente.
Inoltre, decine di migliaia di preti hanno lasciato il ministero per sposarsi e molti altri, specie in Africa e America Latina, sono rimasti in esercizio pur avendo relazioni con donne e figli. Bergoglio nei suoi libri condanna questa pratica.
“Quel che non permetterò è la doppia vita. Se non riesce a portare avanti il suo ministero, gli dirò di stare a casa, gli procureremo una dispensa papale e in quel modo potrà ricevere il sacramento del matrimonio”, queste le parole di Bergoglio.
Benedetto ha riaffermato il celibato obbligatorio in risposta alla crociata di un arcivescovo africano sposato, scomunicato dopo aver sfidato il Vaticano per aver ordinato vescovi quattro uomini sposati.
Il cardinale brasiliano Claudio Hummes, grande amico di Bergoglio, si è trovato in acque difficili quando ha dichiarato che il celibato presbiterale non è questione di legge divina in una intervista del 2006 rilasciata prima di arrivare a Roma per prendere posto nel suo nuovo ruolo di Prefetto della Congregazione per il Clero. Si scatenò un tale pandemonio che Hummes dovette rilasciare una nuova dichiarazione riaffermando la validità del celibato.
La 39enne Luro era separata e aveva sei figli quando conobbe Podesta, allora 45enne nel 1966. Era già vescovo e impegnato nelle cause sociali, sostenitore della Teologia della Liberazione come parte del Movimento dei Preti del Terzo Mondo.
“Sono stata la prima donna per Geronimo”, ricorda la donna. Lungi dal nasconderla, hanno reso pubblica la loro relazione ed hanno intrapreso una campagna per il celibato facoltativo che li ha portati alla porta del Vaticano. Poco dopo papa Paolo VI ha pubblicato l’enciclica Sacerdotalis Caelibatus nel 1967, ratificando il voto presbiteriale per il celibato perpetuo.
La Luro sostiene che le telefonate domenicali di Bergoglio le erano di grande conforto. “Parlavamo della chiesa, discutevamo. Gli mandai gli scritti di Geronimo”.
Dopo essere divenuto papa Francesco l’ha chiamata nuovamente. Per rispetto verso il pontefice preferisce non rivelare il contenuto della conversazione.

Testo originale

Reperimento testi di Patrizia Vita
Traduzione di Stefania Salomone

Argentine ex-bishop’s widow wants Pope Francis to make priestly celibacy optional

By Associated Press,

Apr 22, 2013 07:25 PM EDT
AP Published: April 22
BUENOS AIRES, Argentina – She uses a wheelchair and carries the weight of her 87 years, but Clelia Luro feels powerful enough to make the Roman Catholic Church pay attention to her campaign to end priestly celibacy.
This woman, whose romance with a bishop and eventual marriage became a major scandal in the 1960s, is such a close friend with Pope Francis that he called her every Sunday when he was Argentina’s leading cardinal.
Luro’s convinced that he will eventually lead the global church to end mandatory priestly celibacy, a requirement she says “the world no longer understands.” She believes this could resolve a global shortage of priests, and persuade many Catholics who are no longer practicing to recommit themselves to the church.
“I think that in time priestly celibacy will become optional,” Luro said in an interview with The Associated Press in her home in Buenos Aires, after sending an open letter to the pope stating her case. “I’m sure that Francis will suggest it.”
John Paul II, Benedict XVI and other popes before them forbade any open discussion of changing the celibacy rule, and Francis hasn’t mentioned the topic since becoming pope last month.
“I don’t see how in any way this would form part of his agenda,” said the Rev. Robert Gahl, an Opus Dei moral theologian at the Pontifical Holy Cross University in Rome.
But as Cardinal Jorge Mario Bergoglio, he referred to the issue of celibacy in ways that have inspired advocates to think that the time for a change has come.
In his book “On Heaven and Earth,” published last year, Bergoglio said: “For the moment I’m in favor of maintaining celibacy, with its pros and cons, because there have been 10 centuries of good experiences rather than failures.” But he also noted that “it’s a question of discipline, not of faith. It could change,” and said the Eastern Rite Catholic church, which makes celibacy optional, has good priests as well.
“In the hypothetical case that the church decides to revise this rule … it would be for a cultural reason, as with the case of the Eastern church, where they ordain married men,” he said in “Pope Francis. Conversations with Jorge Bergoglio,” re-published last month by his authorized biographers, Sergio Rubin and Francesca Ambrogetti.
Luro and her husband, the former bishop of Avellaneda, Jeronimo Podesta, felt ostracized from the church for many years, but she says Bergoglio didn’t hesitate to minister to them when Podesta was hospitalized before his death in 2000. They became such good friends thereafter that Luro said Bergoglio called her every Sunday for 12 years, and often discussed the celibacy issue as they debated all sorts of hot topics in private conversations.
Luro now feels that the cardinals’ election of a Jesuit and Vatican outsider who is committed to expanding the global church and reaffirming its commitment to the poor shows their willingness to undertake profound changes to stem an exodus of the faithful.
The Rev. Thomas Reese, a Jesuit priest and Vatican analyst at Georgetown University, said a first step might be for Francis to simply signal that it’s OK to debate the issue.
“The Vatican led by John Paul and Benedict said that certain topics were just off the table, and any bishop who discussed them would be in trouble. And theologians who wrote about them would get into trouble. So this is part of a bigger question of how much open discussion Pope Francis is going to allow in the church,” Reese said.
“This would be exactly the kind of open discussion that the Vatican does not like,” Reese added. “Their attitude is that you shouldn’t confuse the children by having the parents argue.”
Canon 277 of the Vatican’s legal code reads: “Clerics are obliged to observe perfect and perpetual continence for the sake of the kingdom of heaven and are therefore bound to celibacy. Celibacy is a special gift of God by which sacred ministers can more easily remain close to Christ with an undivided heart, and can dedicate themselves more freely to the service of God and their neighbor.”
Still, celibacy is not dogma – a law of divine origin – but a tradition of the Roman Catholic church. Dogma cannot change, but traditions can.
“We’re very enthusiastic and hopeful that Francis could reverse this canonic measure,” said Guillermo Schefer, a former priest who along with his wife, Natalia Bertoldi, are vice presidents of the Latin-American Federation of Married Priests. “It’s important that the priests can also opt for a life of marriage and family. It would help them integrate more with the people.”
In the Eastern Rite Catholic Church, seminarians who are already married can be ordained later as priests. Some married Anglican priests also have been allowed to convert to Roman Catholicism, and some widowers with families have become priests later.
But as Gahl notes, no Roman Catholic tradition allows men who have already “married the church” to later marry a wife. This would create a divided heart, a weakened commitment, and go against much of what Francis has said since becoming pope about the need for priests to deny themselves earthly pleasures as they spread the Gospel, he said.
“He’s been preaching this pretty much every morning” at the Vatican, Gahl said. Advocates for optional celibacy are “saying priesthood is too hard; why don’t we make it easier? But what the pope is saying is, “If you make this sacrifice, it would bring you pure joy.’ “
Those resisting change say celibacy has other benefits, not least among them financial: Imagine if the world’s 400,000 Roman Catholic priests all had families, presumably large ones given the church’s ban on contraception. Suddenly, relatively meager priestly salaries would have to increase exponentially.
Still, tens of thousands of priests have left their ministries to marry, and many others, particularly in Africa and Latin America, have remained while having relationships with women and children on the side. Bergoglio condemns that practice in his books.
“What I won’t permit is the double life,” he said. “If he can’t carry on his ministry, I tell him to stay home, that we seek a papal dispensation, and that way he can receive the sacrament of marriage.”
Benedict reaffirmed mandatory celibacy in response to a high-profile crusade by a married African archbishop who was excommunicated after defying the Vatican and ordaining four married men as bishops.
Bergoglio’s great friend Cardinal Claudio Hummes of Brazil got into hot water when he noted that priestly celibacy is not a matter of divine law during a 2006 newspaper interview he gave before arriving in Rome to take over the Vatican’s office for the world’s priests. It sparked such speculation about a potential change that Hummes had to issue a lengthy statement reaffirming celibacy.
Luro was 39, separated and with six children when she met Podesta, then 45, in 1966. He was already a bishop, and very committed to social causes, advocating liberation theology as part of the Movement of Third World Priests.
“I was the first woman for Jeronimo,” she recalls. Far from hiding it, they made their relationship public and launched a campaign for optional celibacy that took them to the Vatican’s doors. Shortly thereafter, Pope Paul VI issued the encyclical “Sacerdotalis Caelibatus” in 1967, ratifying priestly vows of perpetual celibacy.
Luro said Bergoglio’s Sunday phone calls were a huge support for her. “We would speak of the church, we debated. I sent him Jeronimo’s writings.”
And after becoming Francis, he called her again, she said. Out of respect for the pope, she won’t say what he told her.

Un pensiero su “La vedova di un ex vescovo argentino chiede a papa Francesco di rendere il celibato opzionale

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>