lettera a coloro che si sentono stanchi…

 

l'icona dell'Emmanuele

attratti da una luce!
In questa calura, nei giorni in cui non hai voglia di far niente e passi molto tempo a pensare, mi è tornato alla mente un ricordo ormai lontano. Diversi anni fa la mia nipotina in una serata di maggio rapita nel guardare una lucciola che svolazzava su un’ortensia esclamava: “sono piena di meraviglia!” Era proprio presa e pareva che non esistesse altro che lo spettacolo che stava ammirando. Attratti da una luce… sono tutti coloro che seguono degli ideali! Prospettive lontane che forse non verranno mai raggiunte sono gli ideali che muovono la vita di chi li persegue; come luci di stelle che portano a fare cose e a spendere energie senza che al presente se ne vedano dei risultati. Qualcuno nasce con questi ideali e altri li scoprono cammin facendo. Cercatori di Dio, coloro che professano il nome di Cristo, non possono che essere idealisti, profondamente radicati alla terra ma costantemente rivolti al cielo poiché sanno bene come sono vere le parole di Giovanni XXIII: “siamo fatti di cielo!”. Come si farebbe a credere e a cercare di costruire cieli nuovi e terra nuova dove la giustizia avrà stabile dimora e dove ogni lacrima umana e della creazione intera verrà pietosamente e teneramente asciugata? Sogno una chiesa e una città dove nessuno si senta escluso, dove non ci sono persone ed esperienze di serie B. Sogno una chiesa e una città dei diritti dove il venire incontro ad una categoria sociale non significa minacciarne un’altra! Lavoro e do la vita per questo. Non c’è fatica che mi spaventi… c’è la gioia di fare cose nuove, cose belle…

sostenuti dai testimoni…
Ma ci sono momenti in cui si viene seriamente messi alla prova… siamo in pochi a fare, sono solo. C’è una bellissima pagina della Lettera agli Ebrei che ci mostra molti testimoni, uomini mossi da grandi ideali. Ed ecco il capitolo 11 di questa lettera che sostiene quanto segue: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono”. Il capitolo inizia con la Creazione, da cose non visibili è nato ciò che si vede… il primo idealista è proprio Dio, che crea i mondi perfetti senza pensare che poi sarebbe andato tutto in malora tanto da dover mandare il Figlio a restaurare l’ordine iniziale. Poi Abele, il fratello sfigato di Caino che offrendo il meglio al Dio che non aveva mai visto s’è preso una sassata letale! Che ci possiamo fare… Ma anche se morto, dice il testo, parla ancora!!! Enoch, figlio di Caino camminò con Dio e fu rapito da Lui lasciando la terra per il cielo… E’ il patrono di chi investe nei suoi ideali! Noè che costruisce un barcone per salvare la vita dall’acqua mortifera… ditemi voi se si può credere a una missione tanto impossibile e impegnativa… che fatica! Alla Fincantieri sono in tanti ma lui… Abramo che stava tanto bene nella sua tenda con la sua vecchietta, nella sua ricca tribù… e invece via, alla ricerca di un sogno! E Sara, che dire di lei, secca come una prugna ha creduto fino a concepire e dare alla luce il suo sogno. Isacco e Giacobbe benedirono i loro figli addirittura per cose che dovevano ancora accadere… ed accaddero! L’ideale poi travolse Mosè fino a portarlo, lui, il balbuziente, a sfidare il faraone d’Egitto e a vincerlo! Mosè ci chiede dalle pagine della scrittura a non calcolare ciò che siamo in grado di fare contando solo sulle nostre forze. Anche le mura della città più antica del mondo crollano di fronte alla forza inerme degli ideali di coloro che credono…

minoranza insignificante tra le moltitudini.
Ancora la bibbia mi porta a pensare ad un’altra questione. E’ umano contarsi quando si fanno le cose e si promuovono gli eventi. Quanto pochi son quelli che si danno da fare… Siamo sempre i soliti, sempre noi, io e te, te ed io!!! Beata Mondaini… Ma… pensandoci bene quando ragioniamo così non ragioniamo secondo Dio… è fuori da ogni dubbio! In 2Sam 24,1 leggiamo che Davide, istigato dal maligno, vuole fare un censimento come per contare quanti sono i suoi sudditi e quanto è potente il suo regno! Sarà punito con tre giorni di peste che spazzeranno via migliaia di persone sulle quali Davide contava per essere “forte”. Ma questo è niente rispetto al cap. 7 del libro dei Giudici dove Gedeone che prepara un esercito contro i Madianiti si vede invitato da Dio ad eliminare la maggior parte dei suoi uomini perchè “troppo numerosi”. Ditemi voi… per vincere il nemico bisogna essere più forti… ma non per Dio! E’ Dio che vince ed è Lui che deve apparire non noi. Forse dobbiamo tornare sulla via retta, quella biblica. Dio appare nella nostra debolezza e non nella nostra potenza… non diceva così anche Paolo? Non sono i numeri e il successo ad alimentare la spinta ideale e il lavoro che facciamo. Altrimenti ragioniamo secondo gli uomini e attenzione: chi non raccoglie con Lui disperde… I Dodici hanno evangelizzato il mondo e hanno fondato le chiese apostoliche. Pietro da vecchio parte col solo Marco per raggiungere Roma e confermare la parola di Paolo. Ma Gesù, il nostro unico riferimento, porta la croce da solo, da solo muore fuori le porte della città, da solo soffre la sua agonia… ed entra nella gloria trascinando l’umanità di tutti i tempi con Lui. Che bello! Che buono! Io sono acceso da questo fuoco e scrivere questa lettera mi ha aiutato a rinvigorirlo. Potessi darlo a chi l’ha perso o pensa di non averlo mai avuto… C’è in ciascuno, c’è, basta risvegliarlo! Ve lo auguro di cuore amici miei.

giovanni

Un pensiero su “lettera a coloro che si sentono stanchi…

  1. Grazie Giovanni leggo due giorni difficili accanto a mia madre, le tue riflessioni che inducono a chi legge a riflettere e a pensare quanto è bella la parola di Dio di cui io sono grande ignorante. e concludo dicendoti in sintesi che ciò che conta è il prodotto di qualità, non il numero di chi mette in essere il prodotto.
    Grazie e saluti calorosi
    Renato

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