Lettera a don Ferdinando Bodon dal gruppo Emmanuele di Padova

dal gruppo emmanuele a don Ferdinando Bodon
presso Duomo Monselice – 10 giugno 2013

Caro don Ferdinando,

le scrive il gruppo Emmanuele, gruppo di persone omosessuali credenti, che si incontra in una parrocchia di Padova da ben quindici anni.

Caro don Ferdinando, esistono anche i gruppi di omosessuali credenti e – pensi – non solo a Padova, ma in tutta Italia e nel mondo. Sinceramente non crediamo proprio di rovinare il «buon nome della Parrocchia» che ci ospita, ma di essere un valore aggiunto. Guardi che ci sono cattolici omosessuali – in coppia e non – che nonostante la presenza e gli interventi di alcuni preti come Lei – e di alcuni Vescovi – non si lasciano allontanare da una Chiesa che sentono loro madre. La Chiesa nella quale restiamo non è di qualche prete o di qualche vescovo, ma è di Cristo. Don Ferdinando, le facciamo notare che Matteo non solo non infanga l’immagine di Solesino, ma al contrario nobilita un paese che l’ha riconosciuto e stimato.

Non avremmo mai scritto una lettera come questa se le sue parole non avessero coinvolto una persona concreta e con questa tutti noi. Le sue parole sono pesanti e piene di giudizi.

Quando è stato ordinato presbitero, lo è stato solo per quelli che Lei ritiene «secondo natura»? Guardi che il concetto di «natura» va letto e capito tenendo conto dei recenti contributi della filosofia e della teologia. Guardi che non si parla più di «secondo natura» o di «contro natura»… Pensi un po’, lo sa che si parla di uomo come «relazione»? Da non credersi!Anche l’esegesi del testo genesiaco pare ormai ritenere che esso sia compreso alla luce del concetto di «relazione»! Ci sembra, invece, che lei, con il suo modo di pensare e di agire, simpatizzi per una famosa categoria che Gesù stesso affronta nella sua esperienza terrena: «Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito”» (Mt 23, 1-4).

Le consigliamo, caro don Ferdinando, un po’ di aggiornamento, per evitare che lei dica pubblicamente quanto esprime nella sua lettera. Lo sa che non è sufficiente la teologia fatta in Seminario? Forse nessuno l’ha informata che il brano della Genesi che si riferisce a Sodoma e Gomorra non è stato scritto per condannare l’omosessualità, ma la mancata accoglienza dell’ospite. Ma guarda un po’! Non è che secondo questa comprensione del Testo biblico proprio Lei potrebbe passare da accusatore ad accusato?

Perdoni, non è presunzione, ma qualora lei stesse per aprire le pagine del Levitico o quelle dell’apostolo Paolo per strumentalizzare la Parola per i suoi scopi e per supportare le sue convinzioni, la informiamo che ciò di cui parlano non ha nulla a che vedere con l’omosessualità di cui stiamo parlando ora…

E si rassereni: non siamo noi – di parte – a sostenere queste convinzioni, ma fior di esegeti e biblisti sia cattolici che di altre confessioni cristiane.

Riguardo ai suoi ammonimenti perentori – gli unici scritti in italiano nella lettera a Matteo –, sappia che la riflessione morale non si può fare a tavolino perché riguarda la vita delle persone: quella di Matteo, la nostra… A questo proposito Le ricordiamo un monito di Gesù: «Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e…» (Mt 18,6). Lo sa, vero, che i piccoli di cui parla Gesù non sono i bambini…? Caro don Ferdinando, noi le assicuriamo la nostra preghiera, com’è d’uso nella comunità cristiana, e speriamo non solo in un suo ripensamento, ma anche nelle sue pubbliche scuse a tutti coloro che, dietro a Matteo, si sono sentiti offesi dalle sue parole.

il gruppo Emmanuele
Padova

l'icona dell'Emmanuele

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>