Londra, continuano le messe di Soho, la pastorale cattolica per gay, lesbiche e trans.

Messaggero, 3 marzo 2012
di Franca Giansoldati.

In Warwick Street, a Londra, nella parrocchia cattolica di Nostra Signora, gay, lesbiche e trans continueranno ad essere di casa.

La pastorale dedicata alle persone omosessuali proseguirà senza scossoni. Sono cinque anni che in questa chiesetta di mattoni rossi vengono celebrate le cosiddette “messe di Soho”, dal nome del quartiere londinese.

Sono aperte ai gay cattolici di tutto il Regno Unito ma fanno enormemente storcere il naso a Roma. Alcuni, addirittura, le giudicano sacrileghe.

Ad introdurle fu l’ex arcivescovo di Westminster, cardinale Murphy O’Cormac cinque anni fa, per mostrare il volto di una Chiesa amorevole, accogliente e inclusiva.

Due giorni fa sono state riconfermate dal suo successore, l’arcivescovo Vincent Nichols. In un comunicato ufficiale il prelato «riafferma l’intenzione e lo scopo di quella pastorale».

Ad indurre Nichols a far sentire la sua voce e riconfermarle è stata una nuova ondata di critiche, dopo che su Youtube è apparso un video in cui si vedono fedeli in preghiera durante una delle Soho Masses.

Davanti alla statua lignea della Madonna ogni giorno transessuali, lesbiche, travestiti, drag queen si inginocchiano e pregano.

L’intervento di Nichols se da una parte aveva lo scopo di rassicurare i cattolici omosessuali sul fatto che la loro parrocchia non verrà toccata, dall’altra è servito a ribadire a chi grida al sacrilegio che quelle celebrazioni liturgiche sono pienamente ortodosse e avvengono nel pieno rispetto di tutte le regole vigenti.

«Visto che ci avviciniamo al quinto anniversario dell’introduzione di questa pastorale dedicata ai fedeli omosessuali, penso sia importante ribadire la validità di questa pastorale. Penso, inoltre, che sia importante richiamare e studiare ancora le linee guida che furono fatte dal cardinale Hume nel 1997».

Il documento cui fa riferimento parla della dignità di ogni persona creata da Dio, della validità dei principi morali sulla castità e gli insegnamenti della Chiesa relativi alla morale sessuale. Insomma, il Catechismo della Chiesa Cattolica vale chiaramente anche per i gay cattolici, e le Soho Masses non sono teatro di nessun tipo di amnistia morale.

Con buona pace dei critici le Tavole della Legge vengono fatte rispettare anche ai fedeli gay, ai quali la Chiesa chiede una conversione di vita, nel rispetto del loro orientamento sessuale.

«In considerazione alle circostanze in cui vengono celebrate queste messe, assicuro che lo scopo resta quello del rispetto e che non creano nessun tipo di confusione a proposito degli insegnamenti positivi della Chiesa in merito alla sessualità umana o agli imperativi morali del Magistero» ha aggiunto l’arcivescovo di Westminster che, a corredo di questa annotazione, rileva di come nel Catechismo della Chiesa Cattolica il termine «omosessuale» venga affrontato positivamente.

La Chiesa pur rifiutando di parlare di LGTB – acronimo che sta per lesbiche, gay, bisessuali e trans gender – «rifiuta di catalogare le persone come eterosessuali e omosessuali, semmai insiste sul fatto che ogni persona ha una sua fondamentale identità, che è una creatura di Dio e, nella grazia, è figlio ed erede di eterna vita».

La pastorale che viene fatta in questa parrocchia londinese sta producendo buoni frutti. Nell’arco di cinque anni, pian piano, ha fatto riavvicinare alla Chiesa un notevole numero di omosessuali cattolici.

I gruppi gay che nel frattempo si sono creati ringraziano per averli inclusi e per aver fatto trovare loro «un posto alla mensa del Signore riconoscendo dignità e amore».

In Italia la notizia è rimbalzata immediatamente. I gay cattolici che fanno capo al sito www.gionata.org ne parleranno al loro primo (ndr in realtà si tratta del secondo) congresso che si svolgerà ad Albano dal 31 marzo al 2 aprile.

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