Los Angeles, è morto lo scrittore Gore Vidal. Scandalizzò gli Usa con «La statua di sale»

da Repubblica.it del 1° agosto 2012

È morto nella sua casa di Los Angeles, a 86 anni, Gore Vidal, romanziere, sceneggiatore, politico e commentatore. Della generazione di Norman Mailer e Truman Capote, della sua lunghissima bibliografia va ricordato in particolare La statua di sale del 1948, in cui l’omosessualità trattata apertamente scandalizzò l’America puritana del dopoguerra. Al cinema, ha firmato le sceneggiature di Ben Hur, di Improvvisamente l’estate scorsa e di Dimenticare Palermo di Francesco Rosi. Ed è apparso nel film Roma di Fellini.

 
Gore Vidal
 

A dare la notizia della scomparsa il nipote, che ha spiegato che la morte è arrivata per le conseguenze di una polmonite. Lo scrittore era da tempo malato e viveva da solo nel suo appartamento di Los Angeles. Amava l’Italia e ha vissuto lungo tempo a Ravello e a Roma. Qui ha a lungo studiato l’antichità classica, nelle principali biblioteche della città, dedicandosi alla scrittura di Giuliano: romanzo su un imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino. Dopo la morte del suo compagno di vita, Howard Austen, è tornato definitivamente in California.

Considerato l’enfant terrible’ della cultura americana, Vidal – figlio di un ufficiale dell’Aeronautica e dalla figlia del senatore T. P. Gore – era capace di un’acuta osservazione della realtà e di una visione non convenzionale del mondo. Aveva soli 22 anni quando cominciò a stupire la comunità letteraria americana con il suo romanzo La statua di sale: storia di un giovane della media borghesia americana del Sud, atletico, bello, schivo – e innamorato del suo migliore amico.

Dopo il clamore provocato da La statua di sale, comincia a lavorare come autore televisivo e teatrale. Due sue commedie si affermano a Broadway e vengono adattate per la tv. Nel 1959 arriva a Roma, a Cinecittà, dove Wyler sta dirigendo il remake di Ben-Hur e lavora alla sceneggiatura del film, contributo per nulla marginale, tuttavia mai accreditato dall’Associazione degli Sceneggiatori, come ricordato nei suoi due libri di memorie Palinsesto (1994) e Navigando a vista (2006). Vidal occasionalmente è tornato a scrivere per cinema e televisione; si ricorda il film basato sul suo Billy the Kid, con Val Kilmer, e la miniserie Lincoln.

Vidal è noto però anche per il suo costante attivismo politico, che lo portò nel 1960 a candidarsi al congresso per il partito democratico nello Stato di New York. Nuovo tentativo nel 1982, nelle primarie del partito democratico, quando arrivò secondo tra nove candidati. Nel 1987 scrisse una serie di saggi come Armageddon, che esplora gli intrighi del potere nell’America moderna e condanna in maniera spietata la politica presidenziale di Ronald Reagan. Negli ultimi anni aveva maturato toni molto critici nei confronti degli Stati Uniti, del loro ruolo del mondo, in particolare nei confronti dell’amministrazione Bush di cui contestava la linea “espansionista”, più o meno esplicita. Accusa il gruppo di potere, legato alla famiglia Bush, di puntare al controllo del petrolio dell’Asia centrale. E scrisse che gli attentati dell’11 settembre – previsti dai servizi di intelligence – giustificarono i progetti di invasione dell’Afghanistan.

Il New York Times, oggi, lo ha voluto ricordare così nel suo necrologio: “Il signor Vidal era agli sgoccioli della vita, una figura augustea, che credeva di essere l’ultimo di una stirpe, e probabilmente, aveva ragione”.

Un pensiero su “Los Angeles, è morto lo scrittore Gore Vidal. Scandalizzò gli Usa con «La statua di sale»

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *