Matrimonio gay, in Italia una chimera. «La mia famiglia esiste solo in Francia»

da IlFattoQuotidiano.it del 18 luglio 2012

di Giovanni Molaschi

Giuseppina è la mamma di Lisa. Fra poche settimane diventerà il genitore di Andrea, il bimbo che aspetta Raphaelle, compagna di Giuseppina da trent’anni. Dal 2005 l’insegnante è il presidente di Famiglie arcobaleno (Fa), l’associazione nata per portare avanti le istante dei genitori omoaffettivi. “Di Famiglie arcobaleno fanno parte 300 bambini”. Le dinamiche presenti all’interno dell’associazione rispecchiano i trend della società che oggi deve confrontarsi con l’incremento dei divorzi. “In Fa ci sono 20 coppie separate”. Il sentimento che legava due donne si è spezzato in un tribunale. “Il giudice, in quel caso, ha riconosciuto alla madre non biologica la relazione familiare che aveva creato con i bambini della compagna. La certificazione del rapporto non è stata abbastanza. Il giudice per quella madre non ha potuto fare qualcosa. Lo Stato non fornisce ai suoi funzionari gli strumenti per lavorare”.


Intervista a Clément Nantes, Roma EuroPride 2011

Famiglie arcobaleno chiede all’Italia di tutelare i bambini dei genitori omoaffettivi. I figli di Giuseppina e Raphaelle avranno due mamme in Francia. Francois Hollande ha aperto il matrimonio gay. “Io, precisa la presidente di Fa, sono italo-francese. Lisa ha ereditato entrambe le cittadinanze. Andrea, invece, sarà cittadino francese fino ai 18 anni. Io e la mia compagna ci sposeremo. Grazie al matrimonio io e Raphaelle potremo avviare le adozioni incrociate dei nostri figli”.

Hollande, durante la campagna elettorale, si è speso molto per le coppie gay. “L’apertura del matrimonio, precisa Andrea Pipino (giornalista di Internazionale), era una delle 60 proposte ufficiali del programma. L’apertura del matrimonio alle coppie gay è stato uno dei due argomenti di politica interna che ha fatto discutere di più in Francia insieme all’ipotesi di aprire il voto amministrativo agli immigrati non comunitari”.

Dal 1999, in Francia, il Pacte civil de solidarité tutela le unioni civili. “Il numero dei Pacs – sottolinea Pipino – ha superato quello dei matrimoni”. La politica ha fatto bene al Paese. “Il 63% dei francesi è favorevole al provvedimento preso da Hollande. Il matrimonio gay è voluto dall’elettorato di sinistra ma anche da una parte di popolazione che si riconosce in Sarkozy”.

Jospin (primo ministro tra il 1997 e il 2002) vedeva nel Pacs il rapporto implicito di fiducia che si instaura tra l’amministratore e il suo elettorato. “Al primo incontro riguardante le unioni civili – ricorda Giuseppina – non si presentò nessun deputato socialista. In quell’occasione Jospin sbottò e ricordò a tutti che il Pacs sarebbe stato approvato perché era parte del programma elettorale. Alla seconda assemblea si presentarono tutti e la Francia iniziò a riconoscere le unioni civili”.

“Lisa compirà dieci anni il prossimo aprile. Un certificato unico di famiglia, auspica Giuseppina, sarebbe un regalo importante per tutti noi”. Nel 2013 gli italiani dovranno capire a chi affidare l’eredità dell’esecutivo di Monti. I francesi hanno deciso di investire sulle nuove generazioni, non tutelate dalla politica pre e post porcellum.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *