Milano, licenza di nozze dall’azienda alla coppia gay che registra l’unione

da La Repubblica del 3 agosto 2013

di Alessandra Corico

Andrea e Leonardo si sono conosciuti cinque anni fa. Uno sguardo in un locale, una chiacchiera, ed è iniziato tutto. Un anno a fare la spola tra Milano e Varese, dove Andrea viveva con la famiglia, e poi la decisione di fare sul serio, con la convivenza. Lo scorso 24 maggio l’iscrizione nel Registro delle unioni civili del Comune, festeggiata con un ricevimento da 107 invitati. E con il congedo matrimoniale concesso ad Andrea dalla società per cui lavora, la Zeta Service srl, che ha deciso di equiparare l’iscrizione al registro a un matrimonio vero e proprio. «Quando l’ho saputo, ho pianto — racconta lui, 26 anni —. Mi sono sentito tutelato, uguale a tutti gli altri, come dovrebbe essere sempre. C’è chi è omosessuale, come me, e chi ha il naso storto: dal mio punto di vista, però, non c’è niente di più».

Sembra di essere in Svezia, dove le politiche all’avanguardia su welfare e diritti sono la regola. E invece si è a Rogoredo, nella sede milanese della Zeta Service srl, in un ufficio con un’ottantina di dipendenti. Andrea Deganello, 26 anni, lavora qui dall’inizio del 2013: lui e Leonardo, napoletano di 39 anni, hanno deciso di iscriversi nel registro milanese la scorsa primavera. Hanno festeggiato con i parenti in arrivo dalla Campania, le bomboniere, i confetti M&N’s personalizzati, le giacche grigio perla e le cravatte azzurre. Ora manca solo il viaggio di nozze, ancora da decidere, «visto che avevamo programmato di andare in Egitto, però abbiamo dovuto rinunciare», spiega Andrea. E se la meta è incerta, quel che è certo è che per partire lui non dovrà prendere le ferie, ma avrà diritto a sette giorni di assenza retribuita.

«Fin da quando il Comune ha istituito il registro delle unioni civili abbiamo iniziato a studiare il modo per dare il permesso a tutti i dipendenti, etero e omosessuali, che avessero deciso di iscriversi — spiega Silvia Bolzoni, 53 anni, che ha fondato la Zeta Service srl dieci anni fa a Lodi e oggi è amministratore unico della società —. Così, quando Andrea ci ha comunicato la sua decisione, abbiamo colto la palla al balzo. E fatto diventare l’idea una realtà». La Zeta Service si occupa redigere gli stipendi per conto di 300 aziende e multinazionali distribuite su tutto il territorio nazionale. In tutto, di impiegati ne conta 160, tra la sede milanese e quelle di Lodi, Bologna, Torino, Treviso e Meda. Ditta “in rosa” — l’80 per cento dei lavoratori è donna e su sette manager solo due solo uomini — e giovane, con un’età media di 32 anni.

«Siamo convinti che per lavorare bene, e avere un buon riscontro dai dipendenti, sia necessario conciliare la vita lavorativa e quella personale — spiega Paola Caccia Dominioni, 34 anni, direttore delle risorse umane —. Per noi le politiche di welfare aziendale sono fondamentali». Così, i lavoratori hanno l’abbonamento annuale Atm pagato dalla società, il maggiordomo aziendale per le commissioni e se fanno la spesa online la Zeta Service paga la consegna a domicilio. «La società cambia, il mondo cambia — dice Bolzoni —. Noi non vogliamo limitarci solo a parlare di conciliazione, diritti e uguaglianza: noi vogliamo passare dalle parole ai fatti».

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