Ministro Franceschini: «Legge urgente su omofobia». Il Pdl si spacca su rinvio del provvedimento

da La Repubblica del 22 luglio 2013

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Si apre un nuovo fronte di tensione nella maggioranza: la proposta di legge sul  reato di omofobia. La commissione Giustizia della Camera ha approvato il testo con i voti di Pd, Pdl e Sel. Il provvedimento è stato calendarizzato in aula il 26 luglio, ma sulla proposta di legge una parte del Pdl tenta il blitz e prova a frenare l’iter del provvedimento. Alcuni esponenti del partito – come Maurizio Lupi, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Maurizio Sacconi – già ieri hanno chiesto “una moratoria legislativa sui temi etici”. In sostanza il gruppo dei parlamentari azzurri vorrebbe mettere in panchina il provvedimento sull’omofobia a favore di quelli su temi economici. Di avviso diverso il Pd preme per l’approvazione della legge. L’ultimo a intervenire per i democratici è il segretario Guglielmo Epifani: “Siamo ad un passo da un’intesa che possa darci una buona legge -incalza Epifani -. “Ciò che si può e si deve fare per rendere l’Italia un paese più avanzato e più civile credo fortemente che vada fatto”.

Linea epressa per tutta la giornata in casa Pd. Secondo Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera e Ivan Scalfarotto, relatore del provvedimento, ci “sono tutte le condizioni per una rapida e unanime approvazione del testo che introduce finalmente nel nostro Paese il reato di omofobia”.

Dello stesso parere anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini che boccia il tentativo di una parte del Pdl di rinviare la discussione e la presentazione della proposta di legge. “Ho grande rispetto per i temi etici e per la libertà di scelta – ha detto Franceschini – quando si toccano temi che riguardano le coscienze. Ma una legge che contrasti l’omofobia non c’entra nulla con i temi etici, riguarda il codice penale e l’introduzione di norme efficaci, che da troppo tempo attendono un’approvazione, è urgente e non più rinviabile”. Uno stop perentorio dunque alla richiesta di moratoria.

Sul testo sono stati presentati oltre 400 emendamenti ma per evitare che la discussione si prolunghi e in vista dell’avvio delle votazioni previste stasera dopo i lavori d’aula, come ha dichiarato Antonio Leone (Pdl), relatore insieme Scalfarotto, “dopo aver dato parere contrario su tutti, io e il collega Scalfarotto abbiamo presentato un emendamento di sintesi che rappresenta l’ accordo politico raggiunto. Qualora ci fosse la necessità di una moratoria o di una frenata sull’argomento, la sede opportuna sarebbe la conferenza dei capigruppo. Noi abbiamo un punto di arrivo che è il 26 luglio quando questo provvedimento andrà in aula. Conservo, da buon esecutore procedurale, il mio obiettivo fino ad un eventuale cambio di rotta”. Ma una parte del partito accusa Leone di non aver concordato il testo con il gruppo e annuncia che non ritirerà gli emendamenti.

Il nuovo testo, che riscrive il ddl, si limita a estendere la legge Reale-Mancino alle motivazioni legate all’omofobia e alla transfobia. L’emendamento Leone-Scalfarotto elimina inoltre la parte in cui, oltre alla pena carceraria (fino a un anno e sei mesi), a chi veniva condannato per discriminazione motivata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, veniva prevista anche la destinanzione ai servizi sociali o ai lavori di pubblica utilità non retribuiti a favore della collettività.

E se il presidente di Sel, Nichi Vendola è molto critico con “la richiesta del centrodestra” che “cancella dall’agenda di governo e del Parlamento tutte le questioni eticamente sensibili” e “non ce la fa a confrontarsi con le domande di libertà e di diritti civili che salgono da ogni parte della società italiana”, dal suo partito arrivano critiche anche sul nuovo impianto della legge. Di “testo monco” parla il capogruppo Sel in commissione, Daniele Farina perché “non estende le aggravanti previste dalla legge Mancino”. Quell’emendamento, spiega, “è un primo passo rispetto al ‘vuoto’ normativo che abbiamo in italia ma è un passo indietro rispetto all’originario testo che avevamo discusso in commissione”.

Da parte sua “il partito Democratico considera non più rinviabile una legge che punisca le violenze e le discriminazioni omofobe e le consideri aggravante”, dice il presidente dei deputati Pd, Roberto Speranza. Ma proprio contro il Pd prende posizione il M5S: “Pur di non intralciare il governo delle larghe intese il Pd si tira indietro anche sulla legge contro l’omofobia su cui il M5S era disposto a collaborare per migliorare il testo”, afferma il capogruppo alla Camera M5S Riccardo Nuti. “Siamo arrivati al punto  – continua il deputato M5S – che anche Scalfarotto rinuncia a difendere alcuni diritti pur di non intralciare il governo. Ma noi, per migliorare la proposta, avremmo fatto sponda con il Pd…”.

E in questa lunga giornata di confronto, alla fine, c’è chi nel Pdl cerca di ricucire lo strappo: Mara Carfagna portavoce del gruppo alla Camera scrive su Twitter: “Bene la riscrittura del testo sull’omofobia, si va verso la giusta direzione”.

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