Nozze gay: «sì» della Francia, nuovo «sì» della Spagna e tre «sì» negli Stati Uniti

da Repubblica.it e Corriere.it del 7 novembre 2012

PARIGI – Il governo francese, riunito questa mattina in Consiglio dei ministri a Parigi, ha varato un disegno di legge che autorizza i matrimoni omosessuali e l’adozione di un bambino per le coppie gay. Lo ha annunciato il ministro degli Affari familiari Dominique Bertinotti, definendo la misura “un passo importante verso la parità dei diritti”. L’introduzione delle nozze gay, uno dei pilastri della campagna elettorale di François Hollande, ha scatenato un’aspra polemica nel Paese, tra convinti sostenitori e oppositori in rivolta. “Si tratta di una grande riforma che si rivolge alla società francese nel suo complesso – ha ribadito Marisol Touraine, ministro per gli Affari Sociali – aprire a tutte le coppie la possibilità di contrare matrimonio significa accordare più sicurezza, maggiore protezione per coloro che vogliono vivere insieme”.

Il Parlamento ha iniziato a discutere dell’introduzione delle nozze omosessuali poco più di due mesi fa e vaglierà all’inizio del 2012 Il provvedimento appena varato dall’esecutivo. Secondo un sondaggio il 58% dei francesi si dichiara a favore dei matrimoni fra omosessuali, una cifra scesa rispetto al 63% registrata solo un anno fa. La chiesa cattolica ha riaffermato la sua contrarietà a unioni tra persone dello stesso sesso per voce del presidente della Conferenza episcopale André Vingt-Trois. Un fuoco di fila delle gerarchie ecclesiastiche iniziato ormai da molte settimane, e che sembra non doversi interrompere neanche dopo il varo delle nuove norme.

Il quotidiano Le Monde ha annunciato che un piccolo comune festeggerà l’approvazione della legge, sposando una coppia lesbo tra qualche giorno. Si tratta di Hantay – nel dipartimento del Nord nella regione del Nord-Passo di Calais in Francia – dove il 10 novembre verrà celebrato dal sindaco il primo matrimonio fra due donne.

MADRID – La Corte costituzionale spagnola ha riconosciuto la legittimità del matrimonio omosessuale, introdotto nell’ordinamento spagnolo nel 2005 dalla legge del governo socialista di Josè Luis Zapatero. Il tribunale supremo ha convalidato anche la possibilità di adozione per le coppie gay. La decisione non è stata unanime: a favore hanno votato 8 giudici, gli altri tre hanno votato contro. Una divisione che rispecchia lo stato d’animo del paese dove, malgrado la fortissima influenza della chiesa cattolica, l’opinione pubblica si era schierata in maggioranza a favore della legge.

La Corte ha approvato la relazione presentata del magistrato progressista Pablo Perez Tremps, che avalla in toto la legge del 1° luglio 2005, che modificava il Codice civile spagnolo. Il verdetto rappresenta una liberazione per migliaia di spagnoli: tra il 2005 e il 2011, infatti, sono stati celebrati 22.442 matrimoni omosessuali, l’1,8% delle unioni contratte in Spagna in questo arco di tempo.

A ricorrere contro la legge era stato sette anni fa il Partito popolare di Mariano Rajoy, allora all’opposizione e oggi alla guida del governo di Madrid. Nel suo ricorso, il Pp sosteneva che la legge snatura “l’istituzione fondamentale del matrimonio”, così come inteso finora, creando un vulnus all’articolo 32 della Costituzione, secondo cui sono “l’uomo e la donna” che “hanno diritto di contrarre il matrimonio con piena uguaglianza giuridica”. Il premier del governo conservatore, Mariano Rajoy, ha detto che il suo partito è contrario all’utilizzo della parola ‘matrimonio’ nella legge, ma prima di conoscere la decisione della Corte Costituzionale, il ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardo, aveva anticipato che il governo non modificherà la normativa vigente.

La legge Zapatero fa dello stato spagnolo uno dei primi al mondo ad avere autorizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione di figli da parte di coppie omosessuali. La Svezia è stato il paese pioniere, seguita da Olanda, Belgio, Sudafrica e Norvegia.

WASHINGTON – Non solo l’elezione del presidente e quella del Congresso. In diversi Stati americani gli elettori erano chiamati a rispondere a numerosi quesiti referendari. Via libera quindi ai matrimoni gay negli stati americani di Washington, del Maryland e del Maine. No del Minnesota. Lo riporta l’Associated Press, sottolineando che è la prima volta che viene dato il via libera ai matrimoni gay in un referendum.

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