Nozze gay vietate in Italia? E il medico si sposa a New York

da Corriere.it dell’11 giugno 2012

di Alessandra Farkas

Nozze gay vietate in Italia? Un medico fiorentino, il dottor Francesco Luca Spinelli, aggira l’ostacolo, sposandosi a New York con il suo compagno Bruce Leon Edelstein, scavalcando, di fatto, i mille intralci posti dalla legge italiana, tra le più arretrate al mondo in materia di matrimoni omosessuali.

EDELSTEIN - SPINELLI

Bruce Leon Edelstein e Francesco Luca Spinelli

L’annuncio, con tanto di foto del lieto evento, è apparso ieri nella prestigiosa pagina «Weddings and Celebrations» del New York Times, da sempre termometro di trend e status socio-economici nell’America che conta.«Bruce Leon Edelstein e Francesco Luca Spinelli sono convolati a nozze mercoledì mattina all’Ufficio Stato Civile di Manhattan», scrive l’autorevole quotidiano che ogni domenica pubblica solo una piccolissima parte degli annunci matrimoniali che riceve settimanalmente, e solo quando giudica il profilo degli sposi meritorio o accattivante. A officiare le nozze è stato James Mitchell, funzionario del comune di New York.

L’articolo lascia intendere che i due sposi si sono conosciuti nel capoluogo toscano dove il 54enne dottor Spinelli ha uno studio di chirurgia odontoiatrica e Edelstein, 46 anni, lavora come docente di Storia dell’Arte nel campus fiorentino della New York University, oltre ad essere il coordinatore di facoltà dei programmi di Master e PHD. Spinelli non è il primo italiano a scegliere New York per esercitare un diritto che in patria gli viene negato. Nel luglio 2011 Matteo Cavalieri e Matteo Giorgi lasciarono la natia Bologna per sposarsi in una cerimonia ad Atlantic Beach, diventando, di fatto, i primi italiani a trarre vantaggio della legalizzazione delle unioni gay decretata dal governatore dello stato Andrew Cuomo.

Ma perché mai celebrare queste nozze a New York quando in Italia, dove oggi vivono Spinelli e Edelstein, non sono riconosciute? «Oggi stanno avvenendo grandi cambiamenti nel mondo per quanto riguarda i diritti civili delle coppie dello stesso sesso», replica Spinelli, «noi vogliamo fare parte attiva ed essere testimonianza di questa rivoluzione». «Visto che viviamo in Italia, avremmo preferito sposarci a Firenze», gli fa eco Edelstein, «ma poiché ciò non è possibile, ci sembrava vitale farlo dove lo è. Nel mio stato, New York, l’importanza della nostra unione è riconosciuta».

link alla pagina del New York Times

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