Più di un monologo: voci della diversità sessuale nella Chiesa

da Adista del 4 febbraio 2012

HARTFORD-ADISTA. Quattro università teologiche statunitensi, due delle quali cattoliche, decidono di discutere criticamente – e da un punto di vista non solo accademico, ma anche sociale e pastorale – l’atteggiamento della Chiesa cattolica sul tema della diversità sessuale. “More than a Monologue: Sexual Diversity and the Catholic Church” (“Più di un monologo: diversità sessuale e Chiesa cattolica”) è stata un’iniziativa importante e senza precedenti negli Stati Uniti e si è articolata in una serie di quattro incontri (v. Adista nn. 73 e 84/11), ospitati da due atenei gesuiti, la Fordham University (New York) e la Fairfield University (Connecticut), e da due università di orientamento ecumenico, la Yale Divinity School (Connecticut) e la Union Theological Seminary (New York).

La prima delle giornate si è svolta il 16 settembre 2011, sul tema “Imparare ad ascoltare: voci della diversità sessuale e Chiesa cattolica”. Tra le voci più applaudite, quella di Deborah Ward, madre di un ragazzo gay e dirigente dell’associazione Fortunate Families, che offre una rete di supporto a famiglie cattoliche con prole gay, lesbica o transgender. Il successivo incontro ha avuto luogo il primo ottobre 2011, ed è stato dedicato al tema “Vita Pro-Queer: il suicidio adolescenziale, l’educazione cattolica e l’anima delle persone Lgbtq” (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer). Tra i relatori, Bob Shore-Goss, teologo e pastore della Metropolitan Community Church in the Valley, una comunità cristiana ecumenica di Los Angeles. La terza giornata, in programma il 22 ottobre 2011, verteva invece su “Matrimonio omosessuale e Chiesa cattolica: voci dal diritto, dalla religione e dalle Chiese”, ed aveva tra i relatori Paul Lakeland, teologo progressista e direttore del Centro per gli Studi Cattolici a Fairfield; mentre nell’ultimo appuntamento, il 29 ottobre, a discutere de “La cura delle anime: diversità sessuale, celibato e ministero”, c’era, tra gli altri, sr Jeannine Gramick, religiosa della Congregazione delle Sisters of Loretto che, insieme a Robert Nugent (religioso salvatoriano), fondò, nel 1977, New Ways Ministry, un’organizzazione che riunisce laici e religiosi con lo scopo di «promuovere giustizia e riconciliazione fra lesbiche e omosessuali cattolici e la più vasta comunità cattolica».

E proprio di suor Gramick, che ha parlato dell’identità lesbica nella vita religiosa e del difficile rapporto delle suore lesbiche con l’istituzione religiosa, Adista pubblica ampi stralci dell’intervento, in una traduzione a cura di Stefania Salomone. (v. g.)

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