Profumo di civiltà. Il Ministero dell’Istruzione contro l’omofobia

da MicroMega del 17 maggio 2012

di Maria Mantello

Per la prima volta il Ministero dell’Istruzione ha scritto alle scuole della Repubblica per invitarle a celebrare la giornata mondiale contro l’omofobia, istituita nel 2007 e che si celebra ogni anno il 17 maggio.

Una bellissima iniziativa, la prima del genere, che fa sentire davvero un bel profumo di civiltà. Perché sottolinea il ruolo dell’educazione pubblica nella lotta ai pregiudizi ed impegna l’istituzione scuola, come è specificato nell’art.3 della Costituzione, a rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Istituita dall’Unione Europea nel 2007 per lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale o all’identità di genere e per sconfiggere la mentalità che tutto questo alimenta, questa giornata la si celebra in tutto il mondo il 17 maggio. A memoria di quel 17 maggio del 1990, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellava l’omosessualità dalla lista  delle malattie mentali, facendo finalmente proprio quanto già da vent’anni sosteneva l’Organizzazione degli Psichiatri Americani (Apa): considerare l’omosessualità un disturbo della personalità da curare era la vera follia, perché questa condizione specifica era da considerare semplicemente “una caratteristica della personalità”, una “variante naturale del comportamento umano”.

Un giorno fondamentale quel 17 maggio del 1990 per l’affermazione della dignità delle persone gay.

Una svolta storica che spazzava via un odioso pregiudizio a cui si era data la patente di scientificità.

Come del resto è capitato più volte nella storia. Si pensi ad esempio alle teorie di Juan Ginés de Sepulveda che giustificava lo sterminio e la riduzione in schiavitù degli indios d’America perché  si sarebbe trattato di “uomini non compiuti” (homunculi) per il fatto che non corrispondevano al modello occidental-cristiano. Ed erano le stesse argomentazioni che venivano usate  negli ambienti gesuiti arrivando a sostenere che gli ebrei fossero diversi “per sanguinem”. Tesi riprese e perfezionate in seguito dalle leggi razziali fasciste e naziste, il cui approdo ha un nome: Auschwitz.

Pregiudizi razziali, che comunque si camuffino, hanno sempre come scopo quello della sopraffazione e dello sfruttamento da parte di chi porta la guerra all’umanità in nome di una sua supposta idea di umanità fatta di dominanti e di dominati. Siano questi ultimi donne, neri, omosessuali, e quant’altro ancora, è sempre la stessa guerra alla diversità, al pluralismo, alla democrazia.

Bene allora ha fatto il ministro Profumo ad invitare alla riflessione in ogni scuola sul valore della Giornata internazionale contro l’omofobia che – si legge nella circolare (http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot7974_12) – «rispecchia i principi costitutivi sia dell’Unione Europea sia della Costituzione italiana: il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l’uguaglianza fra tutti i cittadini e la non discriminazione. Sono le condizioni che consentono alla società di promuovere l’inclusione di tutti e di ciascuno e di battersi contro ogni offesa alle persone. […] Le scuole, nello svolgere tale prezioso lavoro educativo ogni giorno, contrastano ogni forma di discriminazione, compresa l’omofobia.»

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