Riso e brillantini contro Rosy Bindi. La protesta del mondo gay bolognese

da Repubblica.it del 17 settembre 2012

di Beppe Persichella

Riso e glitter grigio, al grido di “Viva gli sposi!”, addosso al presidente del Partito democratico, ospite della serata conclusiva della Festa dell’Unità di Bologna al parco Nord. E’ un’azione di “rice bombing” quella messa in atto dalle associazioni lgbt (Arcigay, Agedo, Famiglie arcobaleno, Arcilesbica) contro Rosy Bindi, che nei giorni scorsi, in occasione di altre iniziative democratiche a Genova e Torino, aveva detto: “Le nozze sono solo per eterosessuali”. La sua risposta dopo il lancio di riso: “Vi ringrazio molto, vi ringrazio molto”. Bindi è apparsa molto provata: “Mi avete fatto provare l’ebbrezza delle nozze ma non mi sono sposata”. E poi ha proseguito il suo giro negli stand, sporca di riso e glitter, in maniera particolarmente vistosa su una guancia.

“Non capisco – ha commentato Bindi – perché nel momento in cui si fa un passo avanti si debbano creare delle contestazioni che magari rischiano di far fare un passo indietro non a me, non al partito, ma all’opinione pubblica del Paese. Se qualcuno non è convinto riponga il problema e rivolga questa domanda direttamente al segretario del partito”, ha concluso, prima di prendere la parola nella sala dibattiti, dove, sul fondo, sono stati esposti striscioni a favore del movimento gay. “Non mi lamento mai, ognuno può manifestare come vuole ma temo che sia controproducente per la battaglia che fanno”, ha concluso Bindi. Della stessa opinione, dal palco del dibattito, il segretario bolognese del Pd Raffaele Donini. Fischi al suo indirizzo.

La pratica del rice bombing di cui il presidente Pd è stata vittima è in voga negli Stati Uniti: una forma di protesta adottata dalle comunità gay in special modo contro esponenti dei Conservatori. A tirare riso e brillantini anche Emiliano Zaino, il presidente del Cassero, lo storico locale dell’associazionismo gay. Una trappola preparata prima del dibattito conclusivo dell’edizione 2012 della Festa.

Nel corso della serata la comunità lgbt ha distribuito duemila volantini in cui si denunciano “le bugie di Rosy Bindi”. Otto punti che contestano l’affermazione del presidente del Pd: “Il matrimonio fra gay è vietato dalla Costituzione”. Replicano le associazioni: “La nostra Costituzione non vieta affatto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, né mai la suprema corte si è pronunciata in questo senso. La Costituzione non definisce in alcuna norma né la famiglia né il matrimonio e non parla mai di ‘uomo e donna’. Le parole ‘società naturale’ non rimandano ad una nozione immobile di famiglia. Proprio la Cassazione ha concluso di recente che anche la stabile coppia gay rientra nella nozione di famiglia”.

“Se l’onorevole Bindi – proseguono le associazioni – vuole tirare in ballo la Costituzione, parta leggendo bene l’art. 3 che riconosce uguale dignità sociale a tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, condizioni personali e sociali. Per il matrimonio tra persone dello stesso sesso, quindi, non è necessario cambiare la Costituzione, la verità è che basterebbe applicarla”.

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