Silenzi di tomba. Per farlo santo, il Vaticano tenta di occultare l’omosessualità del card. Newman

da Adista n. 59, 6 settembre 2008 – ludovica eugenio

Era stata la sua “ultima e imperativa volontà”: essere sepolto nella stessa tomba dove riposava il suo amico e compagno di una vita, p. Ambrose St. John. E così era avvenuto: nel 1890 il card. John Henry Newman, figura monumentale della teologia cattolica nell’Inghilterra vittoriana, convertitosi dall’anglicanesimo a 44 anni, fu tumulato nel piccolo cimitero degli Oratoriani, congregazione a cui apparteneva, nella città di Rednal. Ora però la sua pace viene turbata dal Vaticano che, in vista della prossima beatificazione – il cui annuncio è previsto per la fine di quest’anno – intende traslarne le spoglie a Birmingham, in una tomba, si dice, che sia più adeguata alla dignità di un beato.

Immediata è stata la protesta dei movimenti per i diritti gay. Lo spostamento della tomba sarebbe “un atto di profanazione religiosa e di vandalismo morale” per l’attivista Peter Tatchell, che all’Ecumenical News International ha ribadito che “Newman ha ripetutamente detto che voleva essere sepolto accanto al suo partner di una vita, Ambrose St. John. Nessuno ha dato il permesso di opporsi ai desideri di Newman”. Lo scopo reale dell’operazione, afferma, è di “coprire l’omosessualità di Newman e ripudiare il suo amore per un uomo. È un atto di vergognosa disonestà e un tradimento personale da parte della Chiesa cattolica omofoba”.

E mentre certa parte della stampa cattolica si affretta a dar voce a chi assicura che il rapporto tra i due era di semplice amicizia (come ha fatto Avvenire nell’edizione del 26/8), restano inconfutabili le parole che lo stesso Newman scrisse alla morte di St. John, nel 1875: “Ho sempre pensato che non vi fosse lutto paragonabile a quello di un marito o di una moglie, ma mi risulta difficile credere che ve ne sia uno maggiore del mio”. Avvenire riferisce invece quanto dichiarato alla Bbc da Austin Ivereigh, ex consigliere del card. Cormac Murphy O’Connor, primate della Chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles: le proteste dei gay sono “sciocchezze” e l’esumazione del corpo di Newman “è parte del processo che porta alla canonizzazione”. Per p. Edoardo Aldo Cerrato, procuratore generale della Confederazione degli Oratori di San Filippo Neri, che Newman sia sepolto accanto a St. John è dovuto al fatto che il cimitero “è un fazzoletto di terra”. Il governo britannico, nel frattempo ha dato la sua autorizzazione a traslare la salma del cardinale, mentre a Birmingham è già stato allestito un sarcofago di marmo nell’Oratorio di San Filippo Neri, dove Newman visse fino alla fine.

Nato nel 1801, Newman fu alla guida del “Movimento di Oxford” che cercava le radici cattoliche della fede in Inghilterra, poi si convertì e fu ammesso alla Chiesa cattolica nel 1845 e ordinato due anni dopo. Divenuto cardinale nel 1879 su istanza di mons. William Ullathorne da papa Leone XIII, Newman – secondo le parole pronunciate dall’allora card. Joseph Ratzinger nel 1990, in occasione del centenario della morte – fu “l’uomo della coscienza”. “Il segno caratteristico del grande dottore nella Chiesa – affermò allora Ratzinger – mi sembra essere quello che egli non insegna solo con il suo pensiero e i suoi discorsi, ma anche con la sua vita, poiché in lui pensiero e vita si compenetrano e si determinano reciprocamente. Se ciò è vero, allora davvero Newman appartiene ai grandi dottori della Chiesa, perché egli nello stesso tempo tocca il nostro cuore e illumina il nostro pensiero”.

Prima di lui, già Paolo VI, durante il Concilio Vaticano II, ebbe modo di ricordare la figura del teologo come moderno dottore della Chiesa: era una guida sicura – disse – per tutti coloro che “sono alla ricerca di un preciso orientamento e di una direzione attraverso le incertezze del mondo moderno”, anticipando riflessioni ed orientamenti di cui il Concilio si fece interprete. Nel 1979, poi, nel centenario dell’elevazione cardinalizia di Newman, papa Wojtyla – che nel 1991 lo avrebbe dichiarato Venerabile e nel 2001 avrebbe ricordato il bicentenario della nascita – ricordava i tratti distintivi di Newman attribuendogli “profonda onestà intellettuale, fedeltà alla coscienza ed alla grazia, pietà e zelo sacerdotale, devozione alla Chiesa di Cristo ed amore per la sua dottrina, incondizionata fiducia nella Provvidenza ed assoluta obbedienza al volere di Dio”.

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