solennità di Cristo re

quel re al servizio della verità
solennità di Cristo re dell’universo (25 novembre 2012)

Cristo delle potenze

L’Agnello immolato
è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore:
a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno. (Ap 5,12; 1,6)

antifona di ingresso della solennità di Cristo re dell’universo

Per tre volte Gesù dice: «Il mio Regno», e per due volte si preoccupa di chiarire che questo suo Regno è completamente al di fuori dagli schemi mondani: «Il mio Regno non è di questo mondo», «Il mio Regno non è di quaggiù». Con queste affermazioni Gesù non vuole assolutamente dire che il suo Regno non riguarda il mondo e le realtà presenti, bensì che il suo regno – già presente ora fra gli uomini – non trae la sua origine dal mondo e, perciò, non si modella sul suo schema di valori.
Ma l’affermazione di Gesù che più ci interessa è probabilmente un’altra: «Io sono re: per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità».
Dunque, la regalità di Cristo è completamente sottomessa alle esigenze della verità, parola che nel linguaggio giovanneo indica la verità di Dio, il suo amore per l’uomo, ogni uomo. La regalità di Gesù è sempre a servizio della verità, dovunque e comunque: non accetta mai di sottomettere la «verità» alle esigenze di una «ragion di stato», che non sia, appunto, la verità, si trattasse pure della propria sopravvivenza.

Bruno Maggioni