Un prete infervora la platea al raduno fascista di Predappio (video)

da Repubblica.it del 28 ottobre 2012 e da YouTube

Fascisti a Predappio per i 90 anni della marcia su Roma

Raduno di nostalgici nella città natale di Benito Mussolini, oggi, in occasione del novantesimo anniversario della marcia su Roma. Tra camicie nere, fez e gonfaloni degli arditi, la protesta contro l’attuale classe politica e contro l’«invasione» degli immigrati. Si citano anche aborto e omosessualità.

(video di Rosario Di Raimondo)

4 pensieri su “Un prete infervora la platea al raduno fascista di Predappio (video)

  1. Ovviamente non condivido il pensiero di Luigi, a mio avviso l’amore per la patria e la salvaguardia delle radici storiche e culturali di un paese non giustificano in nessun modo quello che il ventennio ha causato all’Italia, ci sono ben altri modi per salvaguardarli; semmai quell’esperienza ha distorto la sostanza dell’essere italiani. L’Italia non ne aveva bisogno e per fortuna non è stato necessario vincere una guerra per sfoggiare delle medaglie, segni di coloro che sono stati sottratti alla vita e alle famiglie che ancora li piangono proprio quando vedono quelle medaglie, che semmai ricordano le responsabilità di coloro che li hanno mandati a morire. E’ a dir poco singolare che un sacerdote, sempre che quello lo sia, si metta ad elogiare coloro che si erano assunti quelle responsabilità.

  2. Se l’Italia vinceva la guerra, sicuramente il signor Gianni sfilava insieme a tanti Italiani orgogliosi di esserlo, magari sfoggiando qualche medaglia per qualche
    parente caduto. Sicuramente e meglio un prete che evoca certi valori e la difesa delle nostre radici, che un prete con il pugno chiuso che ha contribuito in modo determinante a ridurre l’Italia in queste condizione.

  3. Ma nostalgia di cosa? di una persona che ha mandato in guerra e fatto morire una generazione di giovani italiani? Pazzesco… non c’e’ limite alla stupidità umana, evidentemente a questi nostalgici non è morto nessun parente nell’ultima guerra o non hanno subito le umiliazioni e le angherie che erano il pane quotidiano della gente normale che ha vissuto il ventennio. Un prete poi, che dall’aspetto in quegli anni probabilmente non era ancora nato o era al massimo un lattante, si mette a fare quei discorsi… ma chi è il vescovo a cui è sottoposto questo ignorante intrinsecamente indegno del ministero che riveste?

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