Unioni gay, un’assicurazione per garantirsi il futuro

da la Repubblica del 3 luglio 2013

di Erica Manna

GENOVA – Sulla brochure c’è la foto di due uomini con un cartello in mano: “Perché lo amo”. Lo slogan è asciutto: “Una tutela dove lo Stato non arriva”. L’idea è semplice: se le leggi italiane vanno a rilento e il registro delle unioni civili – che dal 20 luglio sarà attivo in Comune – al momento non specifica diritti e agevolazioni, a tutelare le coppie omosessuali ci pensano i privati. Con polizze assicurative studiate ad hoc: una per sopperire al diritto di successione, e l’altra che “si sostituisce” alla pensione di reversibilità.

L’idea è di Axa Assicurazioni e parte da Genova, “abbiamo presentato il progetto anche alle altre nostre sedi in Italia, e sta dilagando – spiega Luigi Ferrua, agente generale di Axa a Genova. Axa già sta organizzando incontri di sensibilizzazione”. Le polizze – una di pensione integrativa, che permette di designare come beneficiario anche persone fuori dall’asse ereditario, l’altra una polizza caso morte, che consente di lasciare l’eredità ad un beneficiario che non sia un parente – sono state messe a punto già da qualche mese. Hanno suscitato molto interesse nel mondo omosessuale, tanto che lunedì scorso Axa ha siglato un accordo con Arcigay-L’approdo. E in calendario ci sono già incontri informativi nella sede dell’associazione, in vico Mezzagalera.

“In Italia non esiste né un vincolo matrimoniale né i Pacs – spiega Maria Elena Fiorucci di Axa Assicurazioni – dunque in una coppia gay quando uno dei due partner muore all’altro non resta materialmente nulla: non eredita né ha diritto ad alcuna pensione di reversibilità. Certo, ci si può tutelare facendo testamento, co-intestando i beni, ma tutto può essere impugnato o reso nullo dai parenti di uno o dell’altro, che vantano la consanguineità. Ecco dunque la nostra idea: le polizze assicurative, a differenza di altre soluzioni di diritto privato, sono slegate da tutto ciò che riguarda la materia successoria. Ovvero: si può scegliere qualsiasi beneficiario, non necessariamente un parente o un coniuge”.

Le polizze sono due: quella caso morte, per lasciare i propri beni a una persona fuori dall’asse ereditario, che costa circa 500 euro all’anno, a seconda di età e capitale. L’altra – che va a sostituire la reversibilità – è un fondo pensione deducibile per chi lo versa fino a 5164 euro. “C’è molta ignoranza su questi temi, dunque ci siamo offerti di organizzare incontri gratuiti”, spiega Ferrua. Il titolo è “Abbiamo a cuore la tutela della famiglia. Qualunque tipo di famiglia”, il primo è stato lunedì, in via di Scurreria: in occasione della festa della comunità omosessuale genovese per l’approvazione del primo regolamento del registro delle unioni civili in Comune, che sarà attivo dal 20 luglio.

“Queste assicurazioni sono un simbolo – riflette Claudio Tosi, consigliere di Arcigay-L’approdo – piccoli tasselli per conquistare diritti sul piano delle unioni civili. Certo, il Comune di Genova ha scelto di regolamentare l’attestato: un certificato che ci dice che due persone stanno insieme. Ma a livello di leggi non c’è nulla. Iniziative come questa servono a renderci meno invisibili. I nostri iscritti liguri sono tra i quattro e i seimila, al circolo L’approdo siamo tra 100 e 150. Soprattutto tra i giovani c’è ancora molta insicurezza: tante coppie stabili non hanno coscienza dei loro diritti, questa città è ancora molto riservata. C’è un blocco culturale da superare. Eppure, la stima è che sia gay circa il 10 per cento della popolazione. Uno su dieci. E deve essere tutelato.

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