USA: Scuola cattolica licenzia insegnante perché lesbica

da Corriere della Sera del 22 maggio 2013

Andrea Marinelli

Columbus, Ohio – Nelle ultime settimane il nome di Carla Hale ha scosso la tranquillità di Columbus. Tutti in città parlano di lei, e mentre lo fanno scuotono la testa sconsolati. Carla Hale ha 57 anni ed è una persona molto riservata, con una grande passione per il calcio. Per quasi vent’anni è stata insegnante di educazione fisica alla Bishop Watterson High School, liceo cattolico cittadino, ma lo scorso 28 marzo è stata licenziata in tronco, nel mezzo della lezione, con una lettera. È stata licenziata per aver inserito il nome della propria compagna nel necrologio di sua madre, apparso sul giornale locale.

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Carla Hale

Sua madre Jeanne è morta alla fine di febbrario. Aveva 80 anni ed era molto legata a Carla e alla sua compagna Julie. Quando è arrivato il momento di scrivere il necrologio, Julie chiese a Carla se fosse sicura di voler inserire il suo nome. “La moglie di mio fratello era menzionata, così come il marito di mia nipote Tiffany”, racconta con timidezza Carla in un’intervista al Columbus Dispatch. “Non vedevo nessun motivo per cui non dovessi inserire il nome della persona che amo”.

Carla racconta la sua storia con un filo di voce. Sostiene che probabilmente nessuno sapeva che fosse lesbica, e che in fondo si aspettava che i vertici della Bishop Watterson High School potessero prendere una decisione del genere. “È un gran posto dove lavorare, ma sono fatti così”. A scuola i ragazzi la adoravano, ma questo non è bastato a impedire il licenziamento.

“Quella di Carla Hale “è una questione complicata, perché è una scuola cattolica e gli insegnamenti cristiani dicono che l’omosessualità è sbagliata”, mi ha spiegato il deputato repubblicano Tim Brown durante la nostra chiacchierata. “È stata licenziata perché la scuola riteneva che la sua vita personale fosse incompatibile con i loro insegnamenti scolastici. Ma che tempismo terribile per licenziare qualcuno. La sua famiglia aveva appena subito una perdita”.

“Ho sentito molti studenti di quella scuola dire che è una cosa cristianamente orribile da fare, che questo va contro gli insegnamenti del cristianesimo”, ha continuato. “Io sono cristiano. Un conto è avere opinioni sull’omosessualità, un conto è impedire a qualcuno di avere un lavoro e una casa. Non sono d’accordo con quello che ha fatto questa chiesa, non credo sia un buon esempio di cristianità”.

Elyzabeht Holford e Equality Ohio nel frattempo hanno cominciato ad aiutare Carla. La stanno sostenendo e stanno raccogliendo fondi, sia per le spese legali che per quelle di tutti i giorni. “Il suo caso è l’esempio perfetto di un licenziamento non per il tipo di lavoro fatto, per incompetenza, ma solamente per il tipo di persona che si è che per via di chi si ama”, mi ha detto Elyzabeth. “Il suo caso è molto complesso. Per lavorare in una scuola cattolica si firma un contratto in cui affermi che seguirai certe regole fra cui un codice morale”, ha continuato la direttrice esecutiva di Equality Ohio. “Il suo punto è che si è sempre comportata moralmente. È una bravissima insegnante che ha ottenuto ottimi risultati e non ha compiuto atti morali”.

La notizia del suo licenziamento ha immediatamente scatenato grandi proteste, con studenti e insegnanti che hanno manifestato in sua difesa chiedendo alla diocesi di riassumere Carla. Jackson Garrett, un ex studente, ha persino aperto una petizione su internet per chiedere che la sua vecchia insegnante di corsa campestre possa tornare a scuola. “La discriminazione è una cosa che abbiamo combattuto per generazioni”, ha affermato il ragazzo nel testo della petizione. “Oggi la discriminazione maggiore è quella sessuale”. Jackson sperava di raccogliere 20.000 firme, in un mese ha già raggiunto quota 130.000.

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