Vaticano/ Lobby gay, le bastonate di Venerabilis: manovra per affondare la Curia. In Liguria il 5% dei preti è omosessuale

da Affaritaliani.it del 14 giugno 2013

di Antonino D’Anna

Continua la telenovela della lobby gay vaticana. Dopo le ammissioni di Papa Francesco sulla sua esistenza, esternate il 6 giugno scorso e pubblicate in seguito su un sito cileno nell’imbarazzo del CLAR (i religiosi e religiose latinoamericani), adesso è il momento delle liste nere. Con nomi e cognomi di personaggi vari ed eventuali, tra promossi/rimossi e non solo, che iniziano ad essere sussurrati più o meno a voce alta.

LE BASTONATE DI VENERABILIS – Ma questo non conta. Conta semmai osservare che l’ondata mediatica suscitata in merito alla lobby gay ha causato varie reazioni, dal divertito all’irritato. I più puntuti, per il momento, sono quelli di Venerabilis. Venerabilis si definisce sul suo sito come “Homosensible Roman Catholic Priests Fraternity” (Fraternità omosensibile di sacerdoti cattolici romani). Niente di ufficiale, ovviamente. Ma di informato, e molto, questo sì. Basta leggere i tweet di @vNEWS, l’account Twitter di Venerabilis, che già il 12 giugno scrive: “Si riparla della ‪#LobbyGay in Vaticano e sembra che a parlarne sia Papa Francesco e fuori del Vaticano non c’è ?”. Poco dopo chiede: “Come mai si vuole tanto parlare di 1 Lobby Gay in Vaticano e non si dice nulla della potentissima Lobby Gay fuori del Vaticano ? PRUDENZA ?”.

“UN PRETESTO” – Al pomeriggio del 12 giugno Venerabilis aggiusta il tiro. Ore 13:44: “Veramente oggi c’è stato un BUZZ – Papa Francesco a parlato di una LOBBY GAY in Vaticano. Poi cosa cambia ? Oggi c’è una lobby dovunque”, poi alle 14.13: “La Lobby Gay in Vaticano ? Fantasma da eteroSENSIBILI e niente di più Il problema non sono i preti gay ma i preti stupidi ladri e buggiardi”. All’1.54 del mattino del 13 giugno altro tweet della “fraternità”: “Accostamento della « Lobby Gay in Vaticano » ad una « una corrente di corruzione » ESAGERATO ! Come di solito !”. E i Venerabili ci tengono anche a dire la loro a proposito della notizia che da giorni fa il giro del mondo. Sono le 5.08 del mattino e twittano: “La Lobby Gay in Vaticano? Solo un pretesto per riformare la curia romana o puttosto PER DISTRUGGERE la Chiesa Cattolica dal suo interno”. Ore 6.06: “Uso del termine LOBBY GAY per qualificare la CURIA ROMANA ? E’ solo un operazione di demonizzazione della Cura x squalificarla meglio”. Alle 6.20 un moto di soddisfazione: “Polemica mediatica orchestrata sulla LOBBY GAY in VATIANO – il sito +VENERABILIS+ preso d’assalto – Plus di 500 visite solo alle ore 13:00”, 7 minuti più tardi annunciano un tentativo di oscuramento del sito con il metodo dello spamming, ma resistono.

DOVE STA L’ERRORE? – I monsignori di Venerabilis, qualcuno dei quali – pare – lavora anche in Curia, alle 6.30 del 13 giugno danno una traccia: “Parola di ordine mediatica: C’è un LOBBY di monsignori GAY in Vaticano – Distruggete la Curia Romana fonte di ogni male – CERCATE L’ERRORE !”. E alle 6.36 precisano: “il pretesto di un LOBBY GAY in VATICANO ? Solo x accellerare la riforma-indebolimento della Curia Romana perché infastidisce tanti cardinali”. Insomma, i fratres hanno le idee chiare: si tratta di un attacco alla Curia voluto da chi ritiene che il governo vaticano sia troppo potente o invadente.

(Segue: aperta un’indagine a Savona, nel frattempo negli States i preti gay fanno coming out. E intanto l’ex sacerdote Franco Barbero rivela: in Liguria i preti omosessuali sono 80. Ossia il 5% del totale. E tra questi c’è anche un vescovo molto famoso…)

E SAVONA INDAGA – Nel frattempo, si è appreso che la procura di Savona avrebbe iniziato a indagare – riferisce “Il Fatto Quotidiano” – sull’esistenza della lobby gay vaticana. In particolare, è stato il blogger savonese Francesco Zanardi, attivista de “L’abuso”, a presentare ai magistrati registrazioni e documenti sui quali i giudici dovranno esprimersi. La tesi che i documenti consegnati da Zanardi (frutto in parte anche di sue conversazioni con un sedicente manager di una multinazionale che avrebbe avuto stretti rapporti col Vaticano) è fatta di orge, foto scattate qua e là, un alto prelato che si diverte con sei ragazzi. Vero o falso? Il manager è un mitomane o dice la verità? Saranno i giudici a valutare tutto questo.

NEGLI STATES I PRETI FANNO COMING OUT – Intanto che i preti gay esistano è poco, ma sicuro. E cominciano a parlare. A fine maggio ha fatto scalpore negli States l’intervista concessa da padre Gary Meier, sacerdote dell’arcidiocesi di St. Louis (Missouri), che ha pubblicato un libro dal titolo: “Voci nascoste: riflessioni di un prete gay cattolico”. Padre Meier, infatti, ha scelto la pubblicazione del volume per il suo coming out. E a New Ways Ministry, entità che chiede “difesa e giustizia per i cattolici lesbiche, gay, bisessuali e transgender, e riconciliazione all’interno della comunità cristiana e civile”, il sacerdote ha spiegato: “La decisione di fare coming out è nata da anni di preghiera, assistenza spirituale e riflessione. Non è stato facile. Perché ora? Santa Caterina da Siena ha detto una volta: ‘Dì la verità come se tu avessi un migliaio di voci. È il silenzio che uccide il mondo’. Provo vergogna e imbarazzo per non averlo fatto prima”. E suggerisce la ricetta perché i preti gay possano venire allo scoperto: i laici devono: “Far loro sapere che sono amati e appoggiati (…). Non dobbiamo fare questo viaggio da soli. Ci sono tante persone che ci appoggiano e staranno dalla nostra parte”. E al Papa vorrebbe dire: “Ci siamo! Ci siamo sempre stati ed è ora di un nuovo modo di comprendere l’omosessualità e che cosa significhi amare ed essere amati”.

PRETI GAY? NO, EFEBOFILI – Ma quanti sono i preti gay? Ovviamente un dato statistico non esiste. Esistono però dei dati presentati nel marzo del 2010 monsignor Charles Scicluna, al tempo incaricato di fare luce sulla piaga della pedofilia. In quell’occasione ha dichiarato ad Avvenire – sulla base di dati statistici – che che dei 3000 casi segnalati alla Congregazione per la Dottrina della Fede, solo il 10% erano casi di “vera e propria pedofilia, cioè determinati da una attrazione sessuale per bambini impuberi”. Ma il 60% era efebofilia, ossia “attrazione sessuale per adolescenti dello stesso sesso”, e un 30% di rapporti eterosessuali con ragazze minorenni. Già che ci siamo: in mancanza di dati ufficiali sulla quantità di sacerdoti omosessuali, Gaynews nei giorni scorsi ha comunicato che in Liguria i preti gay sono 80. Fonte: l’ex sacerdote Franco Barbero che, a Genova per la presentazione del suo volume “Omosessualità e Vangelo”, ha dato questa cifra precisando che uno di essi è un vescovo molto noto, il quale farebbe di tutto per nascondere la sua conclamata omosessualità. Per la cronaca: tra sacerdoti secolari e regolari (cioè i frati), la Regione Ecclesiastica Liguria (fonte CEI) ha 1.448 sacerdoti. Se fosse vero quanto affermato da Barbero, il gay power in talare peserebbe qui per poco più del 5%.

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