programma 2017 – 2018

In cammino con la tenerezza nel cuore

«Sarete portati in braccio e sulle ginocchia sarete accarezzati […] come una madre consola un figlio, così io vi consolerò». Isaia (66,12 -13)

Tenerezza è parola assai cara a Papa Francesco che fin dall’inizio del suo ministero petrino ci ha esortato a non avere timore della bontà, della tenerezza (19 marzo 2013). Non solo bontà, non solo amore, anche tenerezza. Che cosa aggiunge la tenerezza all’amore? Il tocco del gratuito, un sorriso, una carezza…
“Oggi la gente ha bisogno certamente di parole, ma soprattutto che noi testimoniamo la misericordia, la tenerezza del Signore che scalda il cuore, che risveglia la speranza, che attira verso il bene.”  (papa Francesco)

“La tenerezza, ossia provare tenerezza per qualcuno o qualcosa, appare in prima linea una questione di percezione dei segni che toccano la vulnerabilità della vita, che sa aprire ad una comprensione della delicatezza del reale che ha i tratti del mistero. C’è, infatti, qualcosa di molto misterioso nel fatto di sentirsi toccati da qualcuno, di provare tenerezza per qualcuno. Quando ci sorprende nell’intimo, e nel profondo, questa tenerezza è molto più che un vago sentimento di vicinanza e di empatia: è come la percezione elementare della fragilità e caducità di tutte le cose. Sotto lo sguardo della tenerezza le persone e le cose si illuminano nella loro propria semplicità, senza maschere e irrigidimenti, senza coperture ideologiche o sovrastrutture identitarie. La realtà si presenta così come è, nel suo oscillare fra forza e debolezza, fra stabilità e precarietà, fra chiusura e dedizione. La tenerezza non mira al dominio o al possesso della realtà, ma ne coglie il lato radicalmente indifeso, indisponibile, impagabile.

Entro questa prospettiva, la tenerezza è il gesto che non soltanto percepisce, ma anche reagisce alla fragilità del mondo, intensificando la cura, la protezione, l’affezione. La rivoluzione della tenerezza si propone allora di generare un nuovo umanesimo, in cui in primo luogo devono essere favorite pratiche di prossimità capaci di rinunciare a un “cristianesimo monoculturale e monocorde” (Evangelii Gaudium, 117) e alla sua “rigidità autodifensiva” (EG, 45), spesso “rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti” (EG, 28). Tali atteggiamenti sono incapaci di entrare in contatto con l’esistenza concreta degli altri, anche prendendo parte alle loro lotte per il riconoscimento e la giustizia. In questo senso la rivoluzione della tenerezza corrisponde a un “lavoro artigianale” (EG, 244) necessario e urgente, in quanto, è ciò che realizza la più grande gioia, ossia la sensazione di animare un lavoro di condivisione che genera amore per la vita”[…]
Se il potere ricerca sempre la stasi, il controllo, la chiusura e la sicurezza, la rivoluzione della tenerezza resiste e reagisce a ogni regime di oppressione, di paura e di separazione, nell’intenzione di produrre una socialità gioiosa, in cui la vita chiama la vita, in un lavoro infinito di costruzione del comune. […]
Se gli affetti sono le impronte che gli uomini si lasciano reciprocamente, è la tenerezza la disposizione umana fondamentale dei legami che tengono insieme il mondo. E rianimano la fragile società che abitiamo: così separati, così divisi, così insensibili alla nostra reciproca vulnerabilità.
La tenerezza evangelica di cui parla Francesco è dunque la rivoluzione più necessaria, per renderci vicini e sensibili alla verità elementare e delicata della nostra comune fraternità e umanità.”

 (Isabella Guanzini teologa e docente di Storia della Filosofia)

Il gruppo “Emmanuele” quest’anno compie 20 anni di cammino.  Anni di incontri, riflessioni, amicizie, preghiera e testimonianza. Piccola presenza nella realtà composita della Chiesa Cattolica, all’interno della quale, con l’invito di papa Francesco, vogliamo camminare sempre con la tenerezza nel cuore.


 sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre 2017

«Una Chiesa “povera per i poveri”. Non è un programma liberale, ma un programma radicale – radicale nel senso originario della parola, perché significa un ritorno alle radici. Questo riandare alle origini non è tuttavia ripiegamento sul passato: è una forza per un inizio coraggioso rivolto al domani. È la rivoluzione della tenerezza e dell’amore» (Walter Kasper – teologo e cardinale).

Uscita di gruppo


domenica 12 novembre 2017

Una nuova chiave per la  “gerarchia delle verità nella dottrina cattolica” (Evangelii Gaudium, 36). L’annuncio “si concentra sull’essenziale, su ciò che è più bello, più grande, più attraente e allo stesso tempo più necessario” (EG 35)
«La rivoluzione della tenerezza di papa Francesco» (EG  88)

Incontro con don Dario Vivian a Vicenza con il gruppo “la parola”


sabato 2 dicembre 2017

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità. (GV 1,14)

Veglia di Avvento – chiesa di S. Caterina, Padova


domenica 3 dicembre 2017

Incontro e festa dei vent’anni del gruppo


domenica 17 dicembre 2017

L’autentica fede nel Figlio di Dio fatto carne è inseparabile dal dono di sé, dall’appartenenza alla comunità, dal servizio, dalla riconciliazione con la carne degli altri. Il Figlio di Dio, nella sua incarnazione, ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza” (EG 88).

Celebrazione eucaristica di Natale a Vicenza con don Dario Vivian e il gruppo “la parola”


venerdì 12 gennaio 2018 ore 20:45

“Ogni essere umano è oggetto dell’infinita tenerezza del Signore, ed Egli stesso abita nella sua vita”(EG 274)

 Incontro con il Prof. Luigi Gui docente di sociologia all’università di Trieste
Tema:
“I senza dimora” 


domenica 28 gennaio 2018

“La tenerezza di Dio è costituita dalla tenera preoccupazione che nulla vada perduto”.  (Alfred North Whitehead filosofo e matematico britannico)

 Pranzo per i poveri e a seguire, nel pomeriggio, testimonianza di un “senza tetto”


sabato 17 febbraio 2018

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.” (Gv 3,16)

 Veglia di Quaresima Chiesa di S. Caterina, Padova


domenica 25 febbraio 2018

Da “La tenerezza” di Gianni Amelio, citazioni:
“Dice un poeta arabo che la felicità non è una meta da raggiungere ma una casa a cui tornare. Tornare… non andare!  Elena (Giovanna Mezzogiorno)
“Nella vita tutto quello che facciamo è una scusa per farci volere bene!”  Fabio (Elio Germano)

Visione condivisa del film “La tenerezza” di Gianni Amelio, a seguire dibattito e cena in patronato con gli amici del gruppo “la parola” di Vicenza.


domenica 18 marzo 2018

«Per Gesù ciò che conta, soprattutto, è raggiungere e salvare i lontani, curare le ferite dei malati, reintegrare tutti nella famiglia di Dio. E questo scandalizza qualcuno! E Gesù non ha paura di questo tipo di scandalo! Egli non pensa alle persone chiuse che si scandalizzano… di fronte a qualsiasi carezza o tenerezza che non corrisponda alle loro abitudini di pensiero e alla loro purità ritualistica» ( papa Francesco – 15 febbraio 2015).

Testimonianza di un operatore del carcere “Due Palazzi“ di Padova con dibattito, insieme agli amici del gruppo “la parola” di Vicenza


sabato 24 marzo 2018

“Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto. (Gv 13, 3-5)

 Riflessione sulla settimana santa e celebrazione liturgica a Vicenza con don Dario Vivian e il gruppo “la parola”


domenica 15 aprile 2018

“Ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.” (Lc 7,37-38)

Incontro con don Gianstefano Camillo Marchini presbitero nella chiesa di Bologna


sabato 28 aprile – martedì 1° maggio 2018

“Oggi, quando le reti e gli strumenti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi, sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la ‘mistica’ di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio” (EG, 87)

Uscita di gruppo


sabato 19 maggio 2018

“Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.  Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.” (At 2,2-4)

Veglia di Pentecoste Chiesa di S. Caterina, Padova


domenica 20 maggio 2018

“Per Gesù ciò che conta, soprattutto, è raggiungere e salvare i lontani, curare le ferite dei malati, reintegrare tutti nella famiglia di Dio. E questo scandalizza qualcuno! E Gesù non ha paura di questo tipo di scandalo!” (papa Francesco omelia del15/02/2015)

 12^ veglia di preghiera in ricordo delle vittime dell’omofobia, transfobia e dell’intolleranza, presso la Chiesa Metodista – Valdese a Padova


domenica 3 giugno 2018

Tenerezza come “sensibilità e stile di vita, apertura all’altro, capacità di relazioni in cui emergano l’amore, attenzione e cura verso se stessi, gli altri e il mondo che ci circonda”.

Incontro di verifica sulle attività svolte durante l’anno.